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Appello all’azione! Prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti

Abbiamo tradotto questo appello in solidarietà ai prigionieri politici Casey Goonan, attivista per la Palestina americano, e T. Hoxha, attivista inglese di Palestine Action in sciopero della fame, dal sito del collettivo Samidoun: Palestinian Prisoner Solidarity Network, una rete internazionale di attivisti che lavorano per costruire solidarietà con i prigionieri palestinesi nella loro lotta per la libertà. La rete Samidoun è nata dallo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane nel settembre-ottobre 2011, vedendo la necessità di una rete dedicata al sostegno dei prigionieri palestinesi.

T. Hoxha è un’attivista palestinese che è stata incarcerata per 9 mesi senza processo in relazione al cosiddetto caso Filton 24.

Questo caso fa parte della campagna contro Palestine Action – compresa la sua recente messa al bando in Gran Bretagna – il gruppo di attivisti accusato di aver partecipato a un’azione contro la sede del principale produttore di armi israeliano Elbit Systems a Filton nell’aprile 2024. Palestine Action ha svolto un ruolo di primo piano a livello globale nel confrontarsi direttamente con i produttori di armi che alimentano il genocidio sionista-imperialista in corso contro il popolo palestinese, in particolare a Gaza.

È in sciopero della fame nella prigione di Peterborough dall’11 agosto. Le sue richieste sono di poter tornare al proprio lavoro in biblioteca e ricevere tutta la posta che non ha ancora ricevuto.

Casey Goonan, prigioniero politico dell’intifada studentesca negli Stati Uniti, è accusato di aver incendiato un’auto della polizia all’Università di Berkeley in risposta al trattamento brutale e violento riservato dalla polizia agli studenti che protestavano per chiedere la fine della complicità dell’università nel genocidio in corso. Dopo aver saputo dello sciopero della fame di T. Hoxha, Casey Goonan e il suo compagno di cella hanno deciso di unirsi a lei in segno di solidarietà, dichiarando:

Oggi ho saputo di T Hoxha, una detenuta di Pal Action nel Regno Unito che è al sedicesimo giorno di sciopero della fame presso l’HMP Peterborough. Alle 16:00 della costa orientale, il 26 agosto 2025, due delle sue tre richieste sono state soddisfatte, ma lei continua lo sciopero per chiedere che la prigione le consegni la posta che le è stata trattenuta.

Come prigionieri incarcerati per la nostra partecipazione al movimento di liberazione palestinese in Occidente, abbiamo la responsabilità reciproca, al di là dei confini, di perseguire la nostra vita in carcere con la stessa determinazione del movimento dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri “israeliane”.

Gli Stati che ci hanno imprigionato sono i fautori dell’accelerazione del genocidio dei palestinesi da parte dell’entità sionista, nonché dei genocidi in corso dei popoli neri e indigeni, le cui terre continuano a occupare.

Mentre la sinistra occidentale continua a passare da una crisi all’altra, eludendo le proprie responsabilità nei confronti della Palestina, noi siamo tutto ciò che abbiamo. Con “noi” mi riferisco alle persone che subiscono repressioni per il loro sostegno alla Palestina, le persone che stanno davvero sacrificando qualcosa. Come T Hoxha, che ha sofferto per 16 giorni la fame soltanto per ricevere la sua posta.

Il movimento di solidarietà con la Palestina in Occidente non può abbandonare persone come lei che hanno rischiato la vita e continuano a farlo per resistere alle intollerabili condizioni di genocidio.

Da oggi io e uno dei miei compagni di cella siamo in sciopero della fame nella prigione di Santa Rita fino a quando le sue richieste non saranno soddisfatte.

Solidarietà con T Hoxha e tutti i prigionieri del movimento di solidarietà con la Palestina!

Abbattete i muri!

Liberate tutti i prigionieri dell’impero coloniale!

Casey Goonan

Gli scioperi della fame di Hoxha e Goonan non devono passare inosservati. Come movimento, dobbiamo chiarire che i nostri prigionieri non saranno abbandonati! Sono incarcerati per aver partecipato in prima linea ai movimenti di solidarietà e liberazione palestinesi, perché hanno ascoltato l’appello del popolo palestinese a intensificare la lotta e hanno risposto attaccando le strutture che sostengono l’entità sionista all’interno del cuore dell’impero.

Libertà per T. Hoxha, Casey Goonan, I 24 di Filton, Anan Yaeesh, Elias Rodriguez, Jakhi McCray, Tarek Bazrouk, Ghassan Elashi e Shukri Abu Baker dei Holy Land 5;

Libertà per i prigionieri neri che resistono all’impero statunitense dall’interno, libertà per Mumia Abu Jamal, Imam Jamil al-Amin, Joseph Bowen, Fred Burton, Veronza Bowers, Kojo Bomani Sababu, Kamau Sadiki e tutti i prigionieri del Movimento di Liberazione dei Neri;

Libertà per i 16 libanesi e le decine di prigionieri siriani detenuti nelle carceri sioniste, rapiti e tenuti in ostaggio per imporre il controllo sionista-imperialista sul Libano e sulla Siria;

Libertà per gli oltre 10.800 prigionieri palestinesi che sono regolarmente sottoposti ad aggressioni fisiche e sessuali, torture psicologiche e abusi, privazione del sonno, fame e negazione dell’accesso al cibo e alle cure mediche, e che continuano a guidare, ispirare e orientare la resistenza palestinese, araba e internazionale.

FREE THEM ALL!

CALLS TO ACTION TO SUPPORT T. HOXHA

Toolkit for T. Hoxha and Casey Goonan

https://docs.google.com/document/d/1yxIYqU-ql7mJ-veozApe-aS2fqZtPcnWgycgNeM1U3o/edit?tab=t.0


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https://www.instagram.com/prisoners4palestine

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pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

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