InfoAut
Immagine di copertina per il post

Askatasuna: associazione a delinquere siete voi, ops l’avevamo già detto!

Riprendiamo da Centro Sociale Askatasuna…

Breve ritorno sul processo per “associazione a delinquere” che coinvolge numerosi compagni e compagne che partecipano ai percorsi di lotta nella città di Torino e in Val di Susa.

Nel grigiore autunnale la notizia di sei misure cautelari in relazione alla risposta al ricorso in Cassazione da parte della Procura di Torino fa risvegliare i pruriti dei soliti noti: dal Marrone di turno che dopo la sfilata in università scortato dalla celere non perde occasione per dare aria alla bocca al vecchiume delle dichiarazioni di Cerutti della Lega che vorrebbe vedere questa città deserta, abbiamo regalato qualcosa a cui pensare in una giornata uggiosa.

Le pressioni politiche che vanno nella direzione dello sgombero del centro sociale Askatasuna si inseriscono così in questa dinamica processuale che, nonostante gli articoli dei giornali di questa mattina, non è ancora concluso e non vi è ancora alcuna sentenza.

Ricordiamo infatti che il processo, partito inizialmente per “associazione sovversiva” capo d’accusa trasformato in corso d’opera in “associazione a delinquere”, si basa su indagini iniziate nel 2009 con l’obiettivo di tessere una trama precisa, disegnata ad hoc per fare coincidere le fantasie malate della Questura con una realtà deformata. Non vorremmo fare perdere tempo con l’elenco delle vicende prese in esame ma sottolineiamo come battute e frasi decontestualizzate siano la brillante base d’accusa di questo castello di carta. La magistratura si trova ad affrontare un’accusa (portata avanti con solerzia dalla – ahinoi conosciuta ai più – PM Pedrotta) che porta come argomento quello della regia di Askatasuna in relazione a tutte le lotte sul territorio cittadino e in Val Susa. Un ricostruzione folle che ha il solo obiettivo di cancellare queste esperienze sociali e di lotta, facendo tabula rasa dell’esistente ponendo già le basi per renderle irriproducibili nel futuro.

Ma veniamo al dunque. Per riassumere le puntate precedenti di questo rocambolesco processo si può consultare il sito “Associazione a Resistere”, ricordiamo soltanto che per la seconda volta la Procura ha portato il ricorso sulle esigenze cautelari davanti alla Cassazione, mentre il processo ordinario è in corso. La prima volta, a novembre dell’anno scorso, il ricorso sul capo 1 non è stato accolto ma rinviato al riesame, nonostante questo la Questura proseguì con l’applicazione delle misure cautelari aggiuntive per poi vederle revocare qualche giorno dopo da parte del giudice ordinario. Non soddisfatta, la Procura di Torino ritenta arrivando così all’esito del secondo ricorso in Cassazione: dispositivo notificato oggi che prevede 6 misure cautelari (obblighi di firma, dato che nel frattempo le misure sono decadute), riducendone il numero e la gravità. Certo non fa piacere, ma si confida nella richiesta al tribunale del riesame per sollevare dalle cautelari i compagni e le compagne, esattamente come l’anno scorso.

Eppure per i giornali che hanno copiato la velina della Questura si tratta di un gran giorno e un “duro colpo” per il Centro Sociale Askatasuna, parlando dell’esito della Cassazione come se si trattasse della sentenza finale in primo grado. Non è così, il processo non è ancora finito e staremo a vedere come proseguirà. Insomma, anche oggi assistiamo a un teatrino in cui non si perde occasione di gonfiare notizie per denigrare e attaccare questa esperienza ultradecennale, tentandole tutte per sgomberare e per fare cadere nel dimenticatoio come stanno veramente le cose. Per le persone di buon senso in questa città stanno diventando sempre più evidenti le manipolazioni della Questura e la sua smania di potere.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

askatasunaASSOCIAZIONE A DELINQUEREASSOCIAZIONE A RESISTEREcassazionetorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a Stefano

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cimici al carcere delle Vallette

In questi giorni, a seguito di alcuni articoli di giornale e in particolare dai racconti di alcuni detenuti recentemente usciti dal carcere torinese Lo Russo e Cutugno, sono emerse nuovamente le criticità sanitarie e di vivibilità minima della Casa Circondariale.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

No alla sorveglianza speciale per Stefano e Sara: 30 settembre udienza al tribunale di Torino

Condividiamo l’appello del Network Antagonista e del coordinamento Torino per Gaza per portare solidarietà in aula alla prossima udienza per la sorveglianza speciale nei confronti di Stefano.

Appuntamento Mercoledì 30 settembre ore 12 in Aula 7 Tribunale di Torino.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

I Si Tav scendono in piazza: una vittoria No Tav

Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav. La dimostrazione che, nonostante anni di cantieri, proteste e contestazioni, attorno alla Torino-Lione esistesse un consenso ampio e capace di mobilitarsi. Eppure ieri a Torino, si sono presentate forse 200 persone, pure secondo la Digos. Boni, probabilmente rimandato più volte in matematica nella sua carriera scolastica, ne conta 700: ma anche se fosse, il risultato non cambia.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

UniTo: dentro l’università della guerra digitalizzata e lo human-washing. Accogliamo le sfide del presente.

L’anno accademico a Torino si apre con la decadenza di 19 clausole etiche in materia di dual-use e accordi bellici. Proviamo ad analizzare più da vicino cosa questo significa e di che processo si fa portavoce. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’invasione barbarica dei data center a Torino e provincia

Quando il calcolo diventa bersaglio militare. L’impatto economico, ecologico e militare delle cattedrali digitali sul territorio piemontese. L’impatto dei mega data center sul sistema territoriale torinese: speculazione infrastrutturale, reti di produzione energetica rinnovabile, sistemi di accumulo energetico BESS e profili di rischio dual-use

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Fuori Vannacci da Torino

L’ex generale è al centro delle polemiche per aver annunciato di partecipare a un incontro formativo a Torino organizzato dal sindacato di polizia Fsp, un caso che sta facendo emergere dissidi interni alle forze di polizia, questura, Viminale.. Ripubblichiamo il comunicato condiviso da varie realtà cittadine torinesi tra cui il Network Antagonista Torinese.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Meet the Leftist radicals taking on Meloni, Turin has become a battlefield

Traduciamo dal sito inglese UnHerd questo articolo di Tobias Jones, frutto di un reportage a Torino ed in particolare nel quartiere Vanchiglia, nella primavera di quest’anno.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

“Non morite per i prossimi cinque anni che dobbiamo riportare il nucleare in Italia”: da Fermi a Torino, come riscrivere la storia del nucleare.

Il convegno dal titolo “Da Fermi al futuro” ha avuto il suo primo appuntamento alle OGR di Torino, per iniziativa del Ministro Pichetto Fratin, in collaborazione con La Stampa, e ha preso avvio tacciando di immobilismo e di ideologia tutti coloro contrari al nucleare.