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Assemblea nazionale a Torino “Governo nemico del popolo, il popolo resiste”

Sabato 17 gennaio alle ore 15 all’università Palazzo Nuovo di Torino si terrà l’assemblea nazionale verso il corteo del 31 gennaio a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. Di seguito pubblichiamo l’appello.

Il Governo Meloni ci vuole in guerra e fa la guerra al popolo: si aggiudica il primo premio per essere il peggior nemico dei lavoratori e lavoratrici e amico dei padroni, amico dei peggiori torturatori libici e nemico degli uomini di pace e di dialogo interreligioso, peggior nemico dei giovani, delle donne, di chi vuole difendere l’ambiente e miglior amico delle grandi aziende belliche che stanno fatturando senza freni. Strizza l’occhio a Trump, indossando il vessillo sovranista per poi stringere mani nei privé dei volenterosi europei. Mostra apertamente il suo fallimento e al contempo l’arroganza di chi comanda a colpi di prescrizioni intimidatorie: su sicurezza, antisemitismo, nucleare, decreti per marginalizzare le aree interne e per estendere le aree idonee, decreti per rendere tabù l’educazione sessuale nelle scuole, decreti di espulsione per chi non è bianco e non è occidentale conditi da inchieste dell’antiterrorismo per chi costruisce solidarietà per Gaza.

Affamare – come ha disposto la finanziaria di fine anno – per rendere più ricattabili, aumentare gli anni di lavoro per non arrivare mai alla pensione, istituire la leva obbligatoria come unica prospettiva dei prossimi anni, stilare un piano casa per agevolare costruttori e palazzinari e nessuna misura adeguata per l’emergenza abitativa – al massimo un biglietto di sola andata per un giro di giostra stile Caivano – aumento del 5% del PIL per la spesa militare, sono i diktat dell’autunno-inverno 2025-26.

L’impoverimento passa anche attraverso l’attacco alla cultura, alla ricerca, agli spazi sociali. Il Governo vuole affamare i sogni collettivi: si colpisce laddove si crea contro-sapere, dove si custodisce uno sguardo lucido sulle responsabilità di chi ci pone in queste condizioni, dove si tenta di dare gambe a un progetto che possa essere alla portata di tutti e tutte affinché ci si possa liberare dallo sfruttamento del vivere.

Sgomberare Askatasuna ha significato fare una prova di forza, una sorta di castigo esemplare per chi ha respirato aria fresca nei blocchi delle stazioni e dei porti, per chi ha fatto sciopero e ha visto che ha funzionato, per chi ha pensato insieme siamo più forti. Ha significato colpire una città, Torino, che di resistenza è simbolo ma anche di pesante crisi, industriale ed economica.

Non è tempo per abbandonarsi a ricordi consolatori, è tempo di allargare e ricomporre un fronte unito che sappia organizzarsi e contrapporsi ai piani che il Governo ha pronti per noi. Insieme, indipendentemente da sigle, strutture o organizzazioni, uniti nell’urgenza di agire collettivamente per invertire il senso di marcia. Ci auguriamo che questa assemblea possa costituire uno dei tanti spazi in cui organizzare l’opposizione al governo Meloni: contro la crisi sociale, contro la guerra e contro il genocidio in Palestina.

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