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Sardegna: proteste agli aeroporti contro la presenza di turisti israeliani, compresi soldati e riservisti

Dal 28 maggio tre voli ogni settimana da Tel Aviv atterrano a Cagliari ed Alghero, trasportando decine di famiglie che alloggeranno poi in vari resort nella zona meridionale della Sardegna.

da Radio Onda d’Urto

Si sono fatte sentire le proteste del Coordinamento sardo per la Palestina, che ha riunito diverse associazioni locali per manifestare contro il soggiorno di turisti provenienti da uno stato genocida.

“Ci hanno insultato e uno di loro ha esclamato we are going to kill’em all (li uccideremo tutti)”, ha riportato ai microfoni di Radio Onda d’Urto Mariella Setzu, membro del coordinamento per la Palestina che ha preso parte al presidio del 4 giugno all’aeroporto di Alghero, dove sono arrivati più di un centinaio di turisti israeliani che sono stati poi condotti con tre bus al resort di Santa Margherita di Pula, a circa trenta chilometri da Cagliari.

Come hanno ricordato gli attivisti del Coordinamento in un comunicato alla Regione, “ogni cittadino israeliano è obbligato per legge ad arruolarsi nell’esercito. Salvo i rari casi degli obiettori di coscienza, quindi, ogni cittadino dello stato di Israele è potenzialmente partecipe alle campagne di occupazione e pulizia etnica condotte in Palestina e Libano”. L’arrivo dei vacanzieri è astato accompagnato da un pesante dispiegamento di forze dell’ordine presso aeroporti e zone di villeggiatura, che ha visto anche la presenza di agenti della Digos e unità cinofile.

L’intervista a Mariella Setzu del coordinamento per la Palestina

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