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Contro Askatasuna, Neruda e Movimento No Tav chiesti 88 anni di carcere perché ritenuti colpevoli di lottare

Di seguito ripubblichiamo un’approfondita intervista a Dana, compagna del Movimento No Tav, realizzata da Radio Blackout

Martedì si è conclusa la prima parte del maxiprocesso imbastito contro il CSOA Askatasuna, lo Spazio popolare Neruda ed il Movimento No TAV, con la requisitoria della PM Pedrotta e la richiesta di 88 anni di carcere complessivi per un totale di 26 compagni e compagne. Il processo li vede accusati di associazione a delinquere: sul banco degli imputati non ci sono però singoli compagni e compagne, ma dieci anni di lotte a Torino, in Valle ed in tutta Italia.  Il goffo tentativo della PM di sostenere il contrario, cioé che in fin dei conti non si tratta di un processo all’organizzazione collettiva e al dissenso, ed il tentativo di individualizzare non si capisce bene quali responsabilità – a cui i giornali torinesi fanno prontamente eco – parlando di “leader” e di “professionisti” che sfrutterebbero gli spazi di organizzazione politica per agire violenza contro tutto e tutti, non fa altro che rendere evidente il contrario. Che ci fosse l’intenzione di imbastire un processo politico agli spazi sociali antagonisti della città ed al movimento No TAV lo dimostrava anche l’intenzione originale dell’operazione repressiva, arrivata sotto forma di “associazione sovversiva” e solo in seguito rimodellata in “associazione a delinquere”. La scommessa della procura di questa città, sostenuta e spronata dalla questura ed in evidente accordo con il ministero degli Interni, è infatti tutta politica: proteggere a tutti i costi lo stato di cose esistenti e chiudere finalmente i conti con le esperienze di lotta decennali che hanno segnato il passo degli ultimi dieci anni di lotte sociali.

Ne abbiamo parlato in un’approfondita intervista con Dana, compagna di Askatasuna e del Movimento No TAV imputata al processo. Contro le aspirazioni dell’accusa, per ribadire la libertà di organizzarsi insieme per continuare a lottare è in corso la campagna Associazione a Resistere.

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