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Fogli di via da Ronchi: la rappresaglia per il corteo del 13 settembre scorso

In una fase in cui il movimento per la Palestina ha attenuato la sua mobilitazione e pressione, la macchina burocratico-repressiva continua a funzionare a pieno ritmo.

di Assemblea No Leonardo Fvg, da Osservatorio Repressione

Ne è un esempio la notifica, in questi giorni, a sei compagni e compagne dell’avvio del procedimento, da parte della questura di Gorizia, per l’emissione di fogli di via da Ronchi, per – così recita l’avviso – “fatti verificatasi in data 13.09.2025 durante la manifestazione di protesta con corteo quale forma di contestazione nei confronti dell’Azienda Finmeccanica Leonardo Spa”.

La repressione opera attraverso gli uffici preposti, con tempestivo ritardo rispetto al tempo dei fatti contestati, servendosi di strumenti arbitrari e dei pretesti più vari.

La manifestazione del 13 settembre, organizzata dall’Assemblea No Leonardo Fvg, aveva visto la partecipazione energica e vivace di centinaia, forse un migliaio, di persone provenienti anche da fuori regione, con interventi numerosi e ricchi di contenuti, senza che si verificasse alcun incidente durante il percorso o di fronte allo stabilimento. Per questo, quasi tutta la stampa, per gettare fango, aveva dovuto ingigantire ad arte qualche screzio avvenuto con giornalisti o personaggi dai comportamenti inadeguati o provocatori. E comunque neppure questi episodi riguardano chi ha ricevuto l’avvio del procedimento per l’emissione dei fogli di via, provvedimenti amministrativi che non necessitano di puntuali accuse, essendo sufficiente un profilo che a parere del funzionario di turno possa considerarsi di “pericolosità sociale”; in questi casi la “pericolosità” è chiaramente tutta politica.

Le misure di prevenzione, tra cui i fogli di via, sono lo strumento di utilizzo immediato, da parte dello Stato, per colpire i movimenti, perché non hanno bisogno di un giudizio penale per limitare la libertà delle persone. Sono stati già utilizzati contro i manifestanti in occasione della partita Italia-Israele il 14 ottobre scorso a Udine, protesta a cui si è risposto con la previa militarizzazione della città e con una gestione dell’ordine pubblico a tal punto violenta da essere oggetto di un rapporto di Amnesty International.

È ovvio che il corteo di settembre a Ronchi ha toccato un nervo scoperto. Il governo e i suoi apparati mal digeriscono il consenso nato attorno a una mobilitazione che punta il dito contro la principale multinazionale della “difesa” a partecipazione statale e principale evidenza della complicità del genocidio in Palestina. La Leonardo sarebbe poi fra le prime beneficiarie della folle corsa al riarmo voluta dall’Unione Europea. La mobilitazione contro questa multinazionale si è estesa in varie parti d’Italia, in corrispondenza delle sedi degli stabilimenti, come a Tessera (Ve), a Grottaglie (Ta) e a Nerviano (Mi), ma anche nelle sedi estere. In Gran Bretagna, Palestine Action, per aver condotto alcune azioni clamorose anche all’interno degli stabilimenti della multinazionale, è stata dichiarata illegale e annoverata fra le organizzazioni terroristiche.

Nelle scuole e nelle università italiane si sta iniziando a denunciare l’ingerenza della Leonardo come leva di militarizzazione dell’istruzione.  Ma non è tutto: c’è molto altro da svelare e si teme appunto che movimenti e assemblee continuino a scoprire, a impegnarsi e a lottare. Ovviamente le forze della repressione rivolgono un’attenzione particolare ai tanti giovani militanti il cui entusiasmo sarebbe da stroncare sul nascere.

L’Assemblea No Leonardo Fvg non intende limitarsi a solidarizzare e a sostenere chi è oggetto di provvedimenti amministrativi e intimidazioni di ogni genere; è necessario denunciare pubblicamente l’uso dei dispositivi repressivi e contribuire a ricreare un contesto di lotta che li vanifichi.

Annunciamo pertanto che a Gorizia il giorno 6 dicembre avrà luogo, in Piazza della Vittoria, davanti alla Prefettura, un presidio contro la repressione, contro le armi dell’imperialismo, per la libertà dei popoli, per la Palestina libera!

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