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Nardò, lo sciopero dei braccianti immigrati

 Raffaella Cosentino per Terre Libere

 Fino a un anno fa dormivano sotto gli ulivi o in ripari di fortuna. Dall`estate 2010, per il secondo anno consecutivo, sono ospitati nella Masseria Boncuri dalle associazioni di volontariato Finis Terrae e Brigata di Solidarietà Attiva, grazie alla ristrutturazione dello stabile effettuata dal comune. “Questa mattina alle sei i ragazzi sono tornati alla masseria dai campi, dove erano andati all`alba – racconta Gianluca Nigro di Finis Terrae – ci hanno raccontato di essersi rifiutati in massa di lavorare perché dovevano raccogliere pomodori a un prezzo molto basso. Poi hanno bloccato la strada, c`è stata una mediazione con la polizia e infine stasera faranno un`assemblea al campo e scriveranno un documento`.

Il lavoro nero è la soluzione che rimane ai più e soprattutto il reimpiego nella raccolta dei pomodori, con paghe molto basse. Uno sciopero in evoluzione e una lotta per i diritti di chi non conosce weekend e ferie, mentre poco distante i turisti affollano le spiagge salentine nell`ultimo sabato di luglio.

Hanno detto no allo sfruttamento nella raccolta del pomodoro e si sono rifiutati di lavorare. Poi hanno bloccato la strada e oggi pomeriggio terranno un`assemblea. E` il primo sciopero spontaneo di braccianti stagionali immigrati. E` successo questa mattina a Nardò, nel Salento, meta turistica dove in estate arrivano ogni anno anche centinaia di africani e maghrebini per raccogliere le angurie.

 

 

 

A Nardò la situazione del lavoro nei campi è diventata più dura per la crisi del settore delle angurie, pagate molto poco o invendute. Questo ha portato molti produttori a lasciarle marcire nei campi e non raccoglierle. I lavoratori sono aumentati anche per l`arrivo di tunisini dal campo di Manduria, l`occupazione è scesa drasticamente.

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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