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Torino:sospesa la distribuzione alimentare per i rifugiati di corso Chieri

Un abusivismo che è diretta conseguenza delle inesistenti politiche di accoglienza da parte del Comune di Torino, il quale non ha mai fornito soluzione concrete ai migranti che occupavano la ex clinica San Paolo, eludendo per anni la richiesta di residenza e limitandosi a trasferirli prima in via Asti in una condizione di semi-reclusione, poi accompagnadoli con tanto di pullman GTT in corso chieri e di fatto invitandoli ad occupare, sbandierando peraltro l’operazione come un ‘perfetto modello di accoglienza’.

Già nel mese di maggio il presidente del banco alimentare, Roberto Cena, aveva chiesto al Comune di regolarizzare la situazione dei rifugiati entro la fine di giugno ma, pur nella noncuranza delle istituzioni rispetto a tale richiesta, la consegna delle derrate era poi proseguita nei mesi successivi.

Ieri, però, è scattato il blocco definitivo, che lascia quindi gli occupanti di via Asti senza approvvigionamenti.

Il gruppo Is Sahan ha così fatto appello al Comune di Torino per essere urgentemente inserito tra le associazioni autorizzate alla distribuzione, chiedendo inoltre un impegno concreto rispetto alla situazione dell’ex caserma, dove il numero di migranti che la abitano ha continuato a crescere negli anni.

L’auspicio è che la notizia del blocco della distribuzione di cibo non sollevi semplicemente un ennesimo e breve caso mediatico destinato a concludersi in un nulla di fatto, ma porti alla ricerca di soluzioni concrete e denunci l’atteggiamento di indifferenza e becero assistenzialismo con cui tutte le ultime amministrazioni comunali, arrivando fino a Fassino, hanno affrontato e affrontano la questione.

 

 

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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