Di fatto la costruzione di queste dighe promuove una forma di controllo del territorio che accompagna sfruttamento coloniale e militarizzazione e ha per conseguenze la distruzione del patrimonio curdo, assiro e armeno; come l’allagamento pianificato della bimillenaria città di Hasankeyf, seguito alla costruzione della diga di Ilisu, ha dimostrato.
Erdogan ha evitato il tracollo perché ha saputo dare riconoscimento politico alla parte di paese più conservatrice che vede nell’islam la sua primaria fonte di identità e nelle manie di potenza del presidente lo strumento per l’affermazione di sé nel consesso internazionale
Azione di intolleranza del regime di Erdogan che non vuole voci ed occhi sulle sue giornate di elezioni – La giornalista Emanuela Irace è stata arrestata in areoporto di Istanbul mentre era diretta a Mardin dalle Autorità turche.
“Un parlamento forte, un forte gruppo del Partito della sinistra verde in parlamento significa che avremo il potere di fare leggi. Significa aprire le porte tra Europa e Turchia. Sarà il nostro contributo alla libertà della Turchia”, lo ha affermato il presidente onorario di HDP Ertuğrul Kürkçü.
In seguito all’omicidio razzista del musicista di strada curdo Cihan Aymaz a Istanbul, la polizia ha arrestato i manifestanti e li ha torturati alla stazione di polizia.
Almeno 126 persone, tra cui 25 avvocati e 10 giornalisti, sono state arrestate durante operazioni simultanee in decine di città nelle ore mattutine di ieri. Sono stati emessi mandati di cattura per un totale di 216 persone.
Il co-presidente del Consiglio esecutivo della KCK, Cemil Bayık, ha dichiarato: “Fermare le azioni militari in Turchia, nelle metropoli e nelle città. Abbiamo deciso di non agire a meno che lo Stato turco non ci attacchi”.
A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, in programma per giugno 2023, in Turchia la repressione delle forze politiche di opposizione si fa sempre più dura.
Sono rientrate-i nelle scorse ore in Italia le-i corrispondenti di Radio Onda d’Urto dal Rojava, i territori del Nord e dell’Est della Siria da una decina d’anni amministrato secondo i principi rivoluzionari del Confederalismo Democratico, che prova a unire dal basso e nell’autogoverno popolazioni curde, arabe, cristiane, assire, circasse e di tante altre realtà, in […]
Gli sforzi militari di Ankara al momento continuano a concentrarsi sulle aree che Erdogan due giorni fa ha indicato come primo obiettivo di questa nuova invasione del Rojava, nella parte occidentale della regione.