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CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA Per un 25 aprile di lotta e opposizione sociale

A ventitré anni dall’assassinio di Dax, continuiamo a ricordarlo non solo come compagno ma come parte viva di un percorso di lotta che attraversa il tempo e si rinnova ogni giorno. Dax vive nelle lotte che continuiamo a portare avanti, nelle case occupate, nelle assemblee, nei quartieri popolari che resistono alla speculazione e all’abbandono.

Viviamo un contesto segnato da venti di guerra, tensioni internazionali e una crescente corsa al riarmo. Se la guerra imperialista è sullo sfondo del fronte esterno, sul fronte interno si cerca di imporre lo stato di polizia per reprimere il dissenso.  La ristrutturazione degli equilibri politici mondiali vede l’imperialismo impegnato a difendere ed estendere le proprie aree di influenza, mentre i costi di queste scelte ricadono sui territori, sui quartieri popolari, sulle vite di tutti e tutte.

Col movimento del blocchiamo tutto l’opposizione alla guerra, il conflitto sociale e il contrasto alle politiche guerrafondaie si è intrecciato alla causa di liberazione palestinese, non solo come forma di solidarietà simbolica o umanitaria, ma come lotta attiva contro il sionismo e la guerra imperialista.

Dentro questo scenario, il ricordo di Dax rappresenta da più di vent’anni un momento di convergenza, di costruzione di legami e di rafforzamento di un fronte antifascista che guarda oltre i confini. Non una semplice commemorazione, ma una tappa di un percorso più ampio di resistenza, che oggi guarda anche al 25 aprile come una giornata che sappia rilanciare le lotte sociali.

Durante il corteo del 14 marzo sono stati infatti individuati e sanzionati alcuni luoghi e gli attori legati alla guerra e all’industria bellica: la sede della RAI, dove è stata data alle fiamme la bandiera israeliana per denunciare la complicità della principale emittente televisiva nazionale nel silenziare e censurare un genocidio in corso, mistificando, falsificando e distorcendo la realtà a favore degli interessi del governo Meloni e di Israele; l’ex caserma Montello, che sarà trasformata nella nuova ‘Cittadella della Sicurezza‘ dove sarà ospitata la sede della Polizia Stato di Milano con oltre 2000 agenti di polizia; il consolato in costruzione degli Stati Uniti, un’altra città nella città, dove è stata bruciata una bandiera americana e ancora l’OHB, un’azienda che dovrebbe  operare nel civile ma che  ha esteso le sue attività alla produzione bellica, in particolar modo attiva nell’campo delle tecnologie spaziali legate alla guerra e pertanto sanzionata dal corteo.

Domenica 15 marzo, in contemporanea all’assemblea internazionalista tenutasi al PalaSharp occupato, si è svolta una giornata di lotta e riappropriazione nella parte popolare del quartiere ticinese. Una giornata costruita in continuità con le pratiche quotidiane di chi questo quartiere lo abita e lo difende.

Via Gola, via Pichi, via Borsi: qui da quasi 30 anni si resiste contro privatizzazione e speculazione. Un’area popolare in cui compagni hanno avuto la forza e la lungimiranza di riconoscere in anticipo i processi di gentrificazione e di opporvisi concretamente, costruendo un argine alla speculazione edilizia che altrove è dilagata. La risposta al vuoto abitativo voluto da Aler e MM con la complicità di Comune e Regione è l’occupazione per riprendersi un diritto, quello alla casa, altrimenti negato: le case vuote non sono mai neutre, ma funzionali alla rendita e all’esclusione.

Qui, per muri e lamiere, non c’è spazio. Al civico 7 di via Gola, dove abitativa Dax, c’è scritto qualcosa che possiamo affermare ancora a testa alta:

DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA”. Ed è proprio qui, davanti a questa scritta, che il 16 di marzo si è conclusa l’ultima giornata per ricordare Davide, dopo un corteo che ha attraversato le strade del suo quartiere.

Un quartiere profondamente antifascista, dove si costruiscono assemblee di lotta e percorsi condivisi. Nel quartiere l’antifascismo emerge come effetto della lotta stessa. È nella pratica quotidiana di difesa e solidarietà che gli abitanti si riconoscono, progressivamente, come antifascisti. Sostenere il ticinese, sostenere la lotta per la casa, rivendicare e praticare l’occupazione significa schierarsi dalla parte di chi difende un’idea di città diversa, accessibile e libera dalla speculazione.

Ripartiamo da qui. Dai quartieri, dalle lotte territoriali, dalla costruzione i rapporti di forza che siamo in grado di mettere in campo per sviluppare contro-potere a autorganizzazione dal basso. Continuiamo a lottare per il diritto alla casa e a un abitare dignitoso che sia contro la guerra e il riarmo. Perché ogni euro destinato alla guerra è un euro sottratto ai quartieri popolari, alla sanità, alle scuole e alle nostre vite.  In questa fase storica, caratterizzata da una costante escalation bellica è però necessario costruire percorsi di convergenza delle lotte territoriali che sappiano mettere in campo rapporti di forza in grado di inceppare la macchina bellica e di opporsi alla devastazione che la guerra imperialista, sempre più vicina anche alle nostre porte, impone. In questo senso dobbiamo fare del 25 arile un’altra giornata di lotta per il rilancio dell’opposizione sociale contro la guerra e il fascismo che avanza.

VERSO IL 25 APRILE COSTRUIAMO OPPOSIZIONE SOCIALE: GUERRA ALLA GUERRA!

ANTIFASCISMO E’ ANTICAPITALISMO E’ ANTISIONISMO

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