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USA, attentato razzista contro un’associazione per i diritti degli afroamericani

Secondo le prime indagini dell’FBI la bomba avrebbe una matrice politica, e i primi sospetti riguardano un uomo bianco di circa 40 anni. I più sono dunque indotti a pensare che sia opera di suprematisti bianchi, forse legati ai gruppi radicali di estrema destra come il Ku Klux Klan, che hanno scelto di colpire un obiettivo molto più che simbolico.

La NAACP, infatti, oltre ad essere una delle prime e più influenti associazioni per i diritti civili negli Stati Uniti, è da sempre in prima linea nelle battaglie contro la discriminazione degli afroamericani, tanto da essere recentemente intervenuta sulla questione relativa alla mancata condanna del poliziotto omicida di Mike Brown, richiedendo che venisse istituita una nuova giuria per deliberare sul caso.

L’imbarazzante silenzio mediatico, nazionale ed internazionale, che ha seguito la vicenda rende bene l’idea dei turbamenti che una situazione del genere può provocare nella società liberal americana, dopo che le ultime settimane erano trascorse alla ricerca di un capro espiatorio (un omicida di poliziotti, per esempio) da innalzare alla pubblica gogna per mettere fine alle manifestazioni nate a Ferguson.

Ovviamente nessuna istituzione si è recata sul luogo dell’esplosione, né tantomeno si parla di “attentato terroristico”, dal momento che non ci sono arabi o afroamericani cui dare la colpa. Tutto ciò, nonostante questo non sia stato l’unica provocazione a sfondo razzista commessa nelle ultime 24 ore: nella notte, alla Missouri State University, diverse scritte, compresi insulti razziali, “KKK”, e svastiche, sono state dipinte sulle auto parcheggiate nel campus.

La tensione è dunque altissima in tutti gli States, dove nelle maggiori metropoli proseguonoi da diversi mesi i cortei e le manifestazioni contro gli abusi della polizia nei confronti della popolazione nera. Resta da capire se e come questa nuova strategia della tensione possa proliferare in un simile contesto.

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