
Dossier: il vero volto del governo nella “gestione dell’ordine”
Abbiamo raccolto una serie di frammenti video che restituiscono il modo in cui il governo affronta il conflitto sociale: uso della violenza da parte delle forze dell’ordine, repressione e gestione dell’ordine pubblico in cui il sopruso e l’abuso sono la prassi. Senza dover commentare con grandi analisi il significato di violenza, uso della forza, conflitto, lasciamo alle immagini la capacità di spiegazione.
In particolare, nella manifestazione del 31 gennaio a Torino, ci sono alcuni episodi che hanno assunto grande rilevanza mediatica e che riguardano un anziano trascinato dai celerini sulla banchina degli autobus con il volto insanguinato e poi abbandonato; un fotoreporter che è stato brutalmente picchiato al grido di “basta, sto male sono un fotografo”. Ma queste sono quelle che hanno avuto la “fortuna” di essere riprese e fatte girare sui social grazie al lavoro di tanti canali indipendenti che insieme a noi cercano di fotografare la realtà delle cose, tante altre non hanno avuto la stessa “fortuna”. I messaggi e le testimonianze che alcune persone stanno svolgendo tramite i social sono una parte preziosa e ci parlano di lacrimogeni nei passeggini, lanci ad altezza uomo sul corteo che si sta avviando a conclusione, persone in fuga dall’aria irrespirabile accerchiate contro un muro, manganellate contro persone girate di spalle evidentemente senza motivo.
Il linguaggio è quello di uno Stato e di un Governo che guarda a un orizzonte ben preciso, è il linguaggio della criminalizzazione e dell’intimidazione per scoraggiare chi continua a voler dissentire. La piazza di Torino del 31 gennaio ha dimostrato che una buona parte di questo Paese non ha intenzione di smettere.
Di seguito il materiale raccolto a partire da video che circolano sul web per chi avesse materiale utile per questo lavoro di testimonianza può scriverci qui


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