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Stralci di inchiesta (6): una bolla nel mondo delle agenzie interinali?

Ciò che inoltre è interessante ad una prima veloce indagine è che l’improvvisa chiusura e i mancati pagamenti degli stipendi paiono essere tutt’altro che un caso isolato. Anche altre agenzie interinali navigano infatti in acque simili a quelle di Trenkwalder. Basta infatti scorrere i siti di agenzie come quello di Humangest per rendersi conto di una bolla in formazione (anzi, già più che formata) all’interno di questo mondo. Humangest ad esempio, come si deduce dai bilanci scaricabili dal loro sito, è in una situazione economica tutt’altro che florida. Humangest è una di quelle agenzie interinali che hanno sfruttato al massimo il bonus Renzi sulle stabilizzazioni, il che le consente di avere ancora fiato per un po’ di tempo, ma la situazione pare destinata a esplodere. Solo per fare un esempio: in un anno hanno aumentato di 20 milioni il debito verso Inps. Questo stralcio del loro stato patrimoniale parla da solo (la colonna di destra rappresenta la chiusura del bilancio al 31 dicembre 2014, quella di sinistra il 31 dicembre 2015):

Insomma, tra le tante linee carsiche di potenziale frattura che si movimentano sotto l’apparente calma piatta della superficie sociale odierna, il mondo delle agenzie interinali merita senza dubbio una crescente attenzione.

Buona lettura.

 

Infoaut: Per cominciare ti chiederei che lavoro fai.

Mara: Allora, io lavoro come customer service e sono stata contatta e assunta da Trenkwalder. Ho fatto il colloquio con loro e sono stata assunta dall’azienda. Mi è stato prima proposto un contratto da agosto a settembre, poi rinnovato fino a fine dicembre. Trenkwalder, rispetto ad altre agenzie interinali, si presenta come molto seria: hanno un’organizzazione amministrativa molto solida, rispondono sempre, la filiale è aperta tutto il giorno (a differenza di altre agenzie interinali). Prima non avevo mai avuto a che fare con loro. Come per molti altri l’utilizzo dell’agenzia interinale per trovare lavoro di solito non è: “Mi iscrivo e loro seguono tutto il mio percorso”, come poi dovrebbe essere per come si spaccia il lavoro interinale. Funziona invece che ci si iscrive, e se loro ti contattano poi ti inseriscono presso una azienda utilizzatrice, ti somministrano presso una azienda utilizzatrice. Lo stipendio è arrivato regolarmente per agosto, ma a metà ottobre ci siamo allarmati perché non è arrivata la conferma di avvenuto bonifico su settembre. Da noi il pagamento è il 15, ma non è arrivato. Al ché da lunedì, prima confrontandoci coi colleghi vari assunti da Trenkwalder, poi usando la pagina facebook ufficiale dell’agenzia, abbiamo capito di non essere i soli ma che la cosa coinvolgeva tutti i lavoratori.

Io sono dipendente Trenkwalder, e ho lo stesso contratto che hanno i miei colleghi dell’azienda utilizzatrice, ma sono sotto Trenkwalder.

 

Infoaut: Cos’è successo a questo punto?

Mara: Lunedì, quando ci siamo accorti di questa cosa, ci è arrivato un sms automatizzato (quindi neanche una mail ufficiale) firmato dall’amministratore delegato di Trenkwalder Italia, dicendo che ci sarebbero stati dei ritardi di qualche giorno nei pagamenti per un disguido amministrativo. Queste le parole che hanno utilizzato. Allora abbiamo iniziato a contattare l’azienda, ma abbiamo avuto dei problemi enormi nel farlo e non siamo riusciti fino a mercoledì a recarci in filiale perché mercoledì hanno chiuso. Quello che ci dicevano era che si trattava solo di un ritardo. Poi ha iniziato a circolare la voce tra di noi, che ci siamo ritrovati un po’ su facebook e un po’ tra di noi, tra chi, conoscenti, o anche piccoli imprenditori che utilizzando Trenkwalder per somministrare lavoratori, che l’azienda stava avendo dei problemi di accesso al credito. Questa notizia è stata poi confermata da un comunicato ufficiale dell’azienda che è stato fatto sul loro sito.

 

 

Infoaut: Dopo la chiusura delle filiali di mercoledì cos’è successo?

Mara: Ti racconto quello che è successo a me oggi, che ho trovato gravissimo. All’interno dell’agenzia, della filiale, hanno messo un addetto alla sicurezza sulla porta, e ci sono molte più persone di quelle che ci sono di solito. Però non ho trovato nessuno dei miei referenti, quelli con cui avevo firmato il contratto, e non mi hanno neanche saputo dire dove si trovavano. Ho chiesto a una ragazza, dandole il mio nome e l’azienda per cui lavoro. Nel frattempo sentivo una di queste donne che giravano, visibilmente delle capocce, che parlava con una signora (probabilmente una responsabile di una delle aziende utilizzatrici). Questa capoccia, lamentandosi dell’imbrattamento che era stato fatto sull’agenzia, diceva: “Noi almeno riusciamo a trovare lavoro alle persone”. Io ho detto con toni pacati di almeno avere il buon gusto di non dire questa cosa. I toni si sono alzati immediatamente, con vari dipendenti che hanno iniziato a dirmi: “Ma cosa ti credi! Anche noi non siamo pagati… Sei libera di licenziarti, non ti obblighiamo a stare qua”. Io gli ho risposto: “Voi non potete invitarmi a dare delle dimissioni volontarie, voi dovete darmi delle informazioni sugli stipendi. Poi so che magari non potete farlo, ma io sono venuta qua oggi per capire cosa sta succedendo… Questa è la risposta che mi state dando, urlarmi in faccia?”. Tutto questo l’ho trovato molto grave.

 

 

Infoaut: Quindi non sei riuscita a capire cosa sta succedendo e ti devono pagare tutto settembre e il lavoro di ottobre…

Mara: Sì. Con tutti i somministrati con cui sono riuscita a entrare in contatto, abbiamo capito che le aziende utilizzatrici sono state contattate da altre agenzie. Un po’ perché molte aziende non hanno una sola agenzia interinale di riferimento, e tutte le altre agenzie interinali stanno contattando le aziende coi somministrati Trenkwalder per spingerli a portare i dipendenti di Trenkwalder da loro. Fatto che trovo gravissimo, perché non si può parlare di dimissioni volontarie quando non sono volontarie – non conosco esattamente le leggi sul lavoro, ma penso non si possa fare. Se uno avesse la possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali avrebbe problemi. […] La situazione che si presenta è questa: le aziende utilizzatrici che vogliono mantenere i lavoratori si stanno muovendo per provare a mantenerli – poi ovviamente ogni azienda ha la sua storia. Ci sono le aziende che hanno problemi di budget, quelle che non possono assumere altri lavoratori, quelle che non vogliono assumere perché han bisogno solo di lavoro temporaneo. Dall’altro c’è chi non ha questa possibilità e quindi rinuncerebbe alla disoccupazione e agli ammortizzatori. Poi c’è chi, penso a tutto il mondo dei supermercati, a quelli che vengono chiamati con contratti settimanali, al lavoro alla domenica, a chi è solo in una azienda, alle aziende non sindacalizzate e dove non si può accedere a una tutela di qualche tipo, e penso anche a chi si rivolge ai sindacati che però ti rispondono che o fai la tessera qui e ora o non potrai essere assistito… per tutti questi è davvero dura.

 

Infoaut: Adesso cosa pensi di fare?

Mara: Io voglio continuare ad andare a lavorare perché l’azienda utilizzatrice vuole continuare a farmi lavorare. Prima di dare queste dimissioni e farmi eventualmente assumere da un’altra agenzia interinale, voglio capire cosa uscirà fuori dall’incontro sindacale di oggi a Modena e da un altro che credo si terrà lunedì a Roma. E capire assieme ai miei colleghi, visto che siamo uniti in questa cosa, come fare. Abbiamo tutti deciso di aspettare almeno martedì perché non vogliamo fare scelte affrettate. La nostra paura dando le dimissioni è che potrebbe essere ancora più difficile avere gli stipendi arretrati. E soprattutto a me i ricatti non piacciono… Mi hanno infatti detto che se non voglio perdere altri soldi è meglio che mi dimetta! E questo qua ha tutto il sapore del ricatto.

 

Infoaut: Secondo te cosa può essere utile fare in questo momento?
Mara: Per me è la prima volta che lavoro in una realtà un po’ più grande, visto che l’Italia è un paese soprattutto di piccole e medie imprese. E credo che i lavori meno tutelati siano proprio questi del piccolo imprenditore, del negozio, della piccola azienda, del bottegaio come si dice qui a Bologna, dove personalmente ho vissuto le esperienze lavorative più brutte della mia vita perché non potendo esserci tutele… Ho vissuto del mobbing che a leggere sentenze di aziende grosse dove si son potuti muovere vien da ridere. Quel che deve subire il lavoratore in Italia nella piccola e media impresa, in confronto, è pesantissimo. Sul lavoro interinale la situazione è altrettanto grave. […] Certo, per fare qualcosa è davvero difficile andare a prendere il lavoratore che lavora a spot una due volte a settimana nelle aziende, ma anche coi grandi gruppi è difficile… Quello che io sto dicendo a tutti è comunque di contattare il sindacato, e se magari i sindacati non chiedessero prima il pagamento della tessera… Perché in tutti i sindacati esistono le sezioni per i lavoratori atipici e questo è il momento in cui ce n’è veramente bisogno. Anche nel caso in cui i lavoratori decidano di dare le dimissioni, è comunque complicatissimo e quindi bisogna farsi seguire. […] In generale quello delle interinali è un sottobosco di cui non si parla o non si parla abbastanza, o comunque quando se ne parla a livello di media nazionali secondo me non vengono mai trattati quelli che secondo me sono i punti essenziali. Ossia che qui si sta parlando di lavoratori isolati, lasciati soli. Madri, tantissime donne in difficoltà economica… Il lavoro interinale non consente di avere agevolazioni, che già in generale sono poche, il lavoro interinale le toglie tutte, davvero tutte. 

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