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Strage di migranti nel canale di Sicilia: 700 vittime

Non abbiamo le parole per andare oltre queste scarne righe e il cordoglio per tanti esseri umani affogati in mare aperto, per tante vite umane spezzate tragicamente, sacrificate sull’altare della fortezza Europa, della xenofobia e della rapacità degli interessi economici che depredano comunità e territori.

Non si ferma lo schifo della classe politica italiana il cui unico pensiero è la strumentalizzazione di ogni tragedia per ottenere qualche minuto di visibilità mediatica, qualche percentuale in più nei sondaggi, qualche seggio e così intascarsi i loro luridi stipendi da politicanti. Le parole di Renzi, Boldrini e Mattarella, nella loro falsa gravità, sono quelle di un governo che deve gestire la situazione, cercando di mettere sotto i riflettori anche le responsabilità degli altri stati europei. Dalle parole degli esponenti della destra ritroviamo i disparati tentativi di rinfocolare l’odio per i migranti come brand su cui fare campagna elettorale. Lo sfacciato e furbo Matteo Salvini gioca anche nell’ambiguità di rimproverare al governo le responsabilità delle morti, come se la Lega Nord non fosse un partito xenofobo, la cui base gioisce sui social network per questa strage. Fino ad arrivare alle dichiarazioni di quell’essere subumano di Daniela Santanchè che propone l’affondamento dei barconi alla partenza. Sono falsi e ipocriti alla ricerca di consenso. La verità è che per loro la vita dei proletari (italiani o migranti) vale meno di un’apparizione di dieci secondi in un TG.

Anche per noi la soluzione migliore è quella di affondare i barconi in mezzo al mare, ma carichi di questi politicanti di merda e dei loro lacchè.

Per il resto non possiamo che essere sempre pronti al sostegno delle lotte dei migranti nel nostro paese, come quelle delle popolazione dei paesi di partenza contro i diversi aspetti della violenza capitalistica.

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