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14N a Roma. 60000 persone in piazza: scontri e cariche

I due cortei non autorizzati si muovono nella mattina verso il centro di Roma, tra sanzionamenti di banche e azioni comunicative, e si incontrano a via dei Fori Imperiali dando vita ad un unica enorme marea umana di almeno 60.000 persone. Il corteo, determinato a raggiungere i palazzi del potere avanza fino a una piazza Venezia ultrablindata e riesce ad uscirne in direzione Bocca della Verità, muovendosi così il Lungotevere: direzione il centro politico della capitale. L’enorme partecipazione non è più solo studentesca: anche operai, insegnanti e altri lavoratori si uniscono alla manifestazione.

Quando la testa del corteo raggiunge Ponte Sisto, le forze dell’ordine, che fin dalle prime ore avevano mantenuto un atteggiamento provocatorio e non dialogante, decidono di bloccarne l’avanzata. Gli studenti però non si tirano indietro: creano subito il book bloc e i cordoni per difendere il corteo da un attacco della polizia. Che arriva puntale e si rivelerà violentissimo e brutale. Il book bloc regge per un po’, ma l’assalto delle forze dell’ordine riesce a rompere la difesa del corteo. Alcuni studenti vengono fermati nella prima carica, altri pestati a terra e sulle macchine, altri ancora indietreggiano e si difendono dalla polizia che continua selvaggiamente a caricare e a compiere altri arresti. Il corteo viene diviso in due parti: una raggiungerà Campo de Fiori, l’altra viene ripetutamente caricata su ponte Garibaldi e sul lungotevere dal lato di Trastevere. Gli studenti continuano a resistere, la polizia continua a caricare, non limitandosi più a lanciare lacrimogeni, ma anche sassi ed altri oggetti, inseguendo quanti cercano di ricompattarsi per rimettere in sicurezza il corteo. A Campo de Fiori la parte di corteo allontanata dalle forze dell’ordine riesce a riorganizzarsi per tornare alla Sapienza. L’altra parte, inseguita quasi fino a Porta Portese, viene accerchiata e bloccata dalla polizia che procede all’ identificazione, alla perquisizione ed al sequestro del materiale video per ogni singolo manifestante: viene ventilata la minaccia di un arresto collettivo. I passanti solidarizzano con gli studenti e cercano di fermare la polizia, come era già successo durante le cariche e i pestaggi, ricevendo però solo insulti e minacce da parte dagli agenti.

Dopo tutto il procedimento umiliante, quanti rimasti in piazza riescono a raggiungere nuovamente la metro per tornare all’università e unirsi ad una partecipatissima assemblea a lettere. La decisione sarà quella di mantenere la facoltà occupata e di mobilitarsi da subito in solidarietà agli arrestati per rilanciare il movimento. Il bilancio è di 8 arrestati 8 denunciati e 144 identificati,numerosissimi i feriti.

Tutto ciò non può intimorirci e la nostra mobilitazione continua già da oggi nelle università e nelle scuole, la solidarietà agli arrestati si è fatta da subito sentire e in questi giorni saremo costantemente attivi nel lavorare per il movimento e per la liberazione dei nostri compagni.

Liber* tutt*, liber* subito!

 

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