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15 ottobre 2011, continua la vendetta delle istituzioni

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Quasi 40 anni di carcere comminati in appello, spalmati su 9 persone in totale. E’ il bilancio dell’ennesima vendetta a mezzo giudiziario nei confronti di quanto rappresentato dall’esplosione di rabbia sociale del 15 Ottobre 2011 a Roma. In questo caso, si tratta del terzo troncone processuale, che si conclude come era purtroppo facile aspettarsi.

 

Si tratta di una vendetta che mira a criminalizzare, e nello stesso tempo a nascondere, le motivazioni di quella giornata di lotta. Un giorno in cui migliaia di persone scesero in piazza, nel contesto di un anno in cui tutto il mondo aveva registrato rivolte contro regimi dispotici e capitalismo finanziario, dalla Tunisia agli Stati Uniti, dall’Egitto alla Spagna.

Tanto è vero che nonostante il processo si sia tenuto in un clima tutt’altro che “neutro”, lo stesso procuratore generale nella sua requisitoria non ha potuto cancellare la dimensione sociale e politica di quella giornata.

Tanto è vero che anche questa volta l’intero dispositivo processuale è stato basato sul reato di devastazione e saccheggio. Strumento repressivo risalente al periodo fascista e ormai da anni usato come grimaldello per depoliticizzare il contenuto delle manifestazioni politiche. O perlomeno, di quelle capaci di esprimere un livello alto di conflittualità.

Le condanne più pesanti sono da 6 anni e 2 mesi, a cui vanno aggiunte anche le richieste di risarcimento per le parti civili. I reati contestati sono resistenza aggravata a pubblico ufficiale, devastazioni, lesioni aggravate, incendio doloso, turbativa dell’ordine pubblico, interruzione di pubblico ufficio.

Solidarietà da parte della redazione di Infoaut a chi è colpito da misure repressive, il 15 ottobre fa paura ancora!

 

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