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A mesi di distanza, è ancora proibito parlare dei fatti Piazza Indipendenza

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Vergognose scene ieri a Roma nei pressi di piazza Indipendenza, dove sei mesi fa si effettuò lo sgombero dell’immobile occupato di via Curtatone tra gli scontri, gli idranti, le manganellate.

Il sindacato SI Cobas aveva in programma una conferenza stampa, rilanciata dai movimenti per il diritto all’abitare capitolini, dove si sarebbe fatto luce sul processo che sta per iniziare ai danni di tre occupanti per i quali l’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale.

Una vera e propria provocazione, se si pensa che l’intervento muscolare delle forze dell’ordine fu accompagnato da fortissime polemiche come tutti ricordiamo.

Anzi, proprio a margine di quello sgombero e delle conseguenze politiche che ne derivarono il ministro Minniti emanò una nuova circolare per la quale non si poteva più effettuare sgomberi in mancanza di soluzioni per le famiglie rimaste senza un tetto.

Poi certo, arrivarono i terribili container della Raggi, ma l’accanimento politico contro i migranti che resistettero ad uno sgombero iniquo e ingiusto sembra immotivato anche proprio dal senso di quella circolare. Non è cosi, e piazza Indipendenza a mesi di distanza è considerata ancora una sorta di zona rossa politica. Decine di agenti in borghese, accompagnati dallo spiegamento di numerose camionette, hanno di fatto impedito che la conferenza potesse svolgersi.

Con la pretestuosa motivazione della mancanza di autorizzazione, che difficilmente sarebbe mai stata concessa anche in seguito a richiesta, si è voluto impedire di fare luce sulla vicenda, la quale evidentemente deve rimanere all’interno di una bolla costruita intorno alle versioni “ufficiali” delle istituzioni senza alcun disturbo da parte di chi porta un punto di vista contrario.

La conferenza stampa si è poi tenuta negli spazi dell’Università Roma Tre, dopo che la polizia ha costretto i promotori della conferenza stampa ad allontanarsi dai dintorni di piazza Indipendenza, minacciando i giornalisti presenti. Durante la conferenza sono state ricordate le difficoltà enormi che tuttora vivono le famiglie sgomberate, tra separazione dei nuclei, parcheggi in casa famiglia, soluzioni transitorie dal respiro molto breve.

Davvero inaccettabile l’azione repressiva della Questura, la quale agisce in piena linearità con la cappa repressiva calata su Roma negli ultimi anni, e che continua a farsi sentire soprattutto in tempi di campagna elettorale dove la realtà non deve mai disturbare il teatrino della politica di palazzo.

 

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