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Al festival del cinema di Roma irrompe la lotta per il diritto alla casa

Fedeli al comandamento dell’autorganizzazione dal basso e con le bandiere rosse recanti il vessillo «STOP SFRATTI» puntate contro il cielo, gli attivisti dei movimenti per il diritto all’abitare, intorno a mezzogiorno, hanno preso di mira uno dei templi del divertimento a pagamento presenti nella capitale: l’Auditorium progettato da Renzo Piano. Qui, tra localetti eleganti dove il caffè costa il doppio che altrove e tra nugoli di giornalisti impegnati a raccontare alle folle televisive le meraviglie della Festa del Cinema in corso a Roma, i militanti della lotta per la casa si sono presentati decisi a rompere il giocattolo e a far sentire forte e chiara la propria voce. Così, al culmine di un veloce assalto al Red Carpet, il palcoscenico dell’Auditorium si è trovato invaso da tende e da striscioni, mentre i canti di lotta sono risuonati ovunque amplificati dai megafoni.

La Questura, pronta a rispondere con grande dispiegamento di forze, ma colta di sorpresa dall’iniziativa, non ha potuto far altro che rispondere con un ridicolo comunicato secondo il quale all’Auditorium non era accaduto nulla, grazie alla polizia pronta a sventare il blitz dei manifestanti… fandonie che le immagini della protesta, già diramate sui principali organi di informazione, hanno smentito da sole. Immagini che parlano di veri ribelli, capaci di far passare in secondo piano i «divi» Jennifer Lawrence, Liam Hemsworth e Josh Hutcherson, protagonisti de La ragazza di fuoco, il sequel del kolossal Hunger Games, in programma proprio oggi a La Festa del Cinema. Un evento atteso anche da molti giovanissimi che, attraverso i manifestanti, hanno appreso come per lottare la strada sia senz’altro un luogo da privilegiare rispetto al grande schermo. E come, per festeggiare la lotta, sia preferibile alzare il pugno chiuso rispetto alle tre dita utilizzate dai personaggi di Hunger Games come saluto. La protesta, in ogni caso, si è protratta per molte ore e ha diffuso un messaggio molto semplice: «Finché non c’è risposta noi da qui non ci si sposta».

E la risposta, attraverso il vicesindaco di Roma Luigi Nieri, è arrivata intorno alle 17 e 30. La prossima settimana i movimenti per il diritto all’abitare saranno a un tavolo congiunto comune-regione per riprendere il mai interrotto discorso sulla moratoria sugli sfratti, il recupero del patrimonio pubblico a fini abitativi e il rilancio di un piano straordinario dedicato all’emergenza-casa: soltanto alcuni dei contenuti riassunti dallo slogan «UNA SOLA GRANDE OPERA, CASA E REDDITO PER TUTTI» che, in attesa del vertice Letta-Hollande destinato a essere assediato il prossimo 20 novembre, si intende portare avanti. Naturalmente fino alla vittoria.

Leggi anche il comunicato di abitare nella crisi

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