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Comunicato deli operai ThyssenKrupp (e una lettera)

Sin dal mattino, davanti al Tribunale si è tenuto un presidio da parte dei familiari delle vittime, degli operai costituiti Parte Civile, dei sindacati, di esponenti di forze politiche e di singoli cittadini venuti a portare la propria solidarietà ai familiari e agli operai della ThyssenKrupp. Anche dentro l’aula la presenza del pubblico e la solidarietà non sono mancate.

Una sentenza giusta (pene richieste secondo “scienza e coscienza” le aveva definite il PM Dott. R. Guariniello) quella emessa dalla Corte d’Assise di Torino per i 6 imputati del processo ThyssenKrupp: un primo passo verso il ristabilimento della giustizia per i nostri 7 compagni di lavoro uccisi in nome del profitto, anche tenendo conto della condotta (“incredibile capacità di delinquere degli imputatati”, sempre parole del PM Guariniello) degli imputati prima e durante il processo.

Noi operai costituiti Parte Civile nel processo ci riteniamo soddisfatti poiché si è finalmente riconosciuto un principio fondamentale sancito dalla Costituzione italiana: il diritto al lavoro sicuro e dignitoso.

Un risultato importante del cui successo, oltre alla Procura della Repubblica e ai suoi capaci consulenti per il veloce e impeccabile lavoro svolto, crediamo di aver contribuito in maniera determinante anche noi operai costituiti Parte Civile nel processo e soprattutto i familiari dei nostri 7 compagni di lavoro, con la presenza costante e determinata in aula durante tutte le udienze del processo. La nostra costituzione come parte lesa nel procedimento restituisce voce a tutti i lavoratori, sempre più spesso umiliati e oltraggiati nei luoghi di lavoro in nome del profitto, restituendo loro una voce e una dignità che si tenta di cancellare ogni giorno.

 

Una questione importante però rimane ancora insoluta e non certo per volontà nostra: tra i lavoratori costituiti Parte Civile nel processo 12 sono ancora in attesa di un lavoro sicuro e dignitoso, come stabilito da un accordo siglato da Azienda ed Enti locali (tutti costituiti nel processo al fianco degli operai) dopo la chiusura dello stabilimento che prevede la ricollocazione per tutti i lavoratori.

Per questo chiediamo che i risarcimenti ottenuti dagli Enti locali (circa 2,4 milioni di Euro…non si può certo dire che i soldi mancano!) vengano destinati per l’applicazione di misure concrete d’urgenza per la ricollocazione e la creazione di nuovi posti di lavoro per tutti i lavoratori che come noi hanno subito ingiustizie, licenziamenti, a cui hanno calpestato un diritto fondamentale: quello di avere un lavoro dignitoso e in sicurezza.

Gli Enti locali, come le imprese, hanno i mezzi e le risorse necessarie per: intensificare i controlli ispettivi all’interno di tutti i luoghi di lavoro; creare nuovi posti di lavoro per gli operai ThyssenKrupp discriminati e per tutti quei lavoratori che hanno dovuto subire gravi infortuni sul lavoro o la chiusura di aziende dovute ad incidenti gravi (emblematico e vergognoso il caso del Molino Cordero di Fossano: 5 morti per la banale mancanza di un economico impianto elettrico di messa a terra, chiusura di un sito produttivo, risarcimenti irrisori ai familiari – la vita di un operaio non vale nulla – o come anche per le migliaia di vittime della Eternit). È solo una questione di volontà politica: come già avvenuto per altri nostri ex colleghi, nessuno di questi costituito parte civile nel processo, ricollocati nelle aziende municipalizzate (in particolare Smat e Amiat).

A questo proposito, dopo la nostra lettera aperta inviata ai candidati Sindaco per la Città di Torino nei giorni scorsi, ribadiremo tale proposta a cominciare dalla prossima settimana incontrando l’On. P. Fassino e gli altri Candidati Sindaco.

 

Vogliamo un lavoro sicuro e dignitoso per tutti, come previsto dalla nostra Costituzione nata dalla Resistenza e dalle lotte operaie di cui Torino è stata una delle principali protagoniste!

Portiamo avanti con orgoglio e determinazione quei valori: il miglior modo per difendere la Costituzione è applicarla! Lo pretendiamo in onore e memoria di Antonio, Angelo, Bruno, Roberto, Rocco, Saro e Giuseppe!

 

Operai ThyssenKrupp – Torino

________________________

 

Qualche giorno prima della sentenza gli operai avevano anche recapitato questa lettera ai candidati sindaci alla poltrona di sindaco di Torino:

 

Lettera aperta ai candidati Sindaco per la Città di Torino

Ai candidati Sindaco per la Città di Torino

Vittorio Bertola, Yuri Bossuto, Michele Coppola, Piero Fassino

 Chi vi scrive sono gli operai della ThyssenKrupp di Torino costituiti Parte Civile nel processo contro lamultinazionale tedesca, per questo motivo pesantemente discriminati e non ancora ricollocati da Azienda ed Enti Locali (tutti costituiti nel procedimento al nostro fianco) nonostante un accordo (luglio 2007) preveda la ricollocazione per tutti i lavoratori.

Come saprete in questi giorni la Corte d’Appello emetterà finalmente, dopo tre anni, la sentenza di primo grado, che ci attendiamo di condanna per tutti gli imputati, vista la loro condotta prima e durante il processo. Per la prima volta in Italia ci siamo costituiti parte civile contro una multinazionale come la ThyssenKrupp, che ha subito fatto ricorso a meschinità di ogni genere: già all’indomani della strage il tentativo di sostituire gli estintori manuali e carrellati per far apparire in buone condizioni i dispositivi di sicurezza all’interno dello stabilimento, sventato grazie alla presenza degli operai, esclusione dalla costituzione nel processo di decine di lavoratori (circa 80) con i famosi verbali di conciliazione capestro, mancato pagamento delle spettanze di fine rapporto (buona uscita prevista dall’accordo) e per questo il ricorso in giudizio da parte dei lavoratori  (una decina le cause già vinte in tutti i gradi di giudizio dai lavoratori), il ricorso alla falsa testimonianza di oltre 20 tra dirigenti, ex operai e Ispettori dell’Asl To1 conniventi con l’Azienda e infine la gravissima discriminazione a danno di una ventina di operai (quasi tutti costituiti parte civile nel processo), mai ricollocati dall’Azienda.

Negli ultimi tre anni noi lavoratori, che abbiamo portato avanti con coraggio e determinazione una giusta battaglia per la Verità e la Giustizia, siamo stati completamente abbandonati dalle Istituzioni di questa Città. Abbiamo ottenuto due proroghe degli ammortizzatori sociali ma il nostro obiettivo principale era e rimane un lavoro sicuro e dignitoso, come avvenuto per altri colleghi (assunti a tempo indeterminato per es. in Amiat e Alenia Aerospazio.

Questa discriminazione è avvenuta anche grazie al Comune di Torino, che si è reso responsabile della ricollocazione di decine di operai in Amiat (nessuno costituito parte civile!), cosa ancor più grave perché a discriminare è un’Istituzione, che dovrebbe invece garantire i diritti di tutti i cittadini, senza distinzioni.

Ci rivolgiamo a Voi, in veste di possibili futuri Sindaco della nostra Città, per chiedervi con forza che venga inserita nel vostro programma di governo della Città la questione del rilancio del lavoro, per gli operai della ThyssenKrupp discriminati, ed inoltre la salvaguardia della finalità urbanistica delle aree di proprietà della TK e quelle attigue di FinTechna (ex IRI), in modo da far sì, di scongiurare “appetiti speculatori”, questioni messe fuori dall’agenda politica da tutte le forze politiche negli ultimi quattro anni.

Torino, città dalla grande tradizione progressista e operaia, non può tollerare ancora a lungo questa situazione di precarizzazione del lavoro, delocalizzazione delle imprese, esclusione dei giovani dal mondo del lavoro, insicurezza del vivere quotidiano. Noi che abbiamo visto chiudere in maniera così tragica la nostra fabbrica ed abbiamo perso anche il posto di lavoro sappiamo bene quanto sia difficile vivere in una situazione così precaria. E questo vale per altre migliaia di giovani e meno giovani, italiani e immigrati, donne, precari nella nostra città. La politica deve necessariamente mettere al centro la questione del lavoro, a partire dal rilancio dei giovani, linfa vitale di questo paese.

Pertanto chiediamo ai candidati Sindaco di prendere una posizione chiara in proposito e di pronunciarsi su questo argomento importante e delicato.

Ovviamente essendo operai e per giunta protagonisti di una vicenda difficile e drammatica come la nostra, Vi ricordiamo che da tempo abbiamo smesso di credere alle favole…

 

Torino, 13 Aprile 2011                                                                     Operai ThyssenKrupp Torino

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