InfoAut
Immagine di copertina per il post

No Tav come gli indignados di Madrid

Qui sotto l’intervento di Giorgio Airaudo al campeggio:

{mp3remote}http://dl.dropbox.com/u/22904754/Airaudo%2027%20luglio11%20Chiomonte.mp3{/mp3remote}

Sarà occupata una piazza del centro città: «Serveun futuro senza opere inutili»

MAURIZIO TROPEANO (LaStampa/Torino)

Il modello è quello degli indignados spagnoli. Giovani, famiglie, pensionati che hanno occupato la Puerta del Sol di Madrid e di altre grandi città iberiche giorno e di notte per rivendicare il diritto ad un futuro certo e protestare contro i Palazzi del potere. E’ questa la forma di protesta con cui il movimento No Tav dovrebbe aprire il fronte metropolitano torinese tra la fine di agosto e i primi di settembre. La protesta si svolgerà in una pizza centrale di Torino dove per almeno un giorno e una notte i No Tav si accamperanno per richiamare l’attenzione dei torinesi sulle ragioni di una battaglia che non «è sicuramente nimby». 

L’idea è stata lanciata nei giorni dal segretario regionale della Fiom, Giorgio Airaudo, al campeggio di Chiomonte a nome dei promotori della fiaccolata che ai primi di luglio ha attraversato la città. Con il sindacalista anche il professor Ugo Mattei, il «padre» dei referendum per l’acqua pubblica, e altre personalità. Spiega Airaudo: «L’obiettivo è dimostrare che la questione Tav non è un problema di ordine pubblico ma una battaglia in difesa di un bene comune: il territorio». 

Secondo il sindacalista della Fiom «il movimento ha tutto l’interesse ad uscire da Chiomonte e a portare le ragioni della protesta in città organizzando una campagna d’informazione per spiegare ai torinesi con quali soldi del loro portafoglio si finanzierà un’opera costosa e inutile». 

I dettagli della campagna d’informazione e comunicazione sono in via di definizione ma l’idea, discussa al presidio di Chiomonte, prevede l’allestimento di cinque punti di incontro/confronto/sensibilizzazione in altrettante piazze della città di grande passaggio per «spiegare le scelte che le varie caste della politica e dell’economia propongono ai cittadini nello stesso momento in cui chiedono ai sacrifici alle classi più deboli». 

E una di quelle cinque piazze si trasformerà nella Puerta del Sol dei No Tav subalpini «perché non ci limiteremo a distribuire solo volantini», prosegue Airaudo. L’obiettivo del Movimento è di diventare il polo di attrazione di tutti quei movimenti che si battono contro le caste. Non è un caso che la parte finale del comunicato stampa del movimento che esalta la «forza del movimento» dopo la marcia nei boschi metta in evidenza come «l’opposizione al Tav è anche la difesa degli interessi di tutti gli italiani onesti, che vedono portare via dalle loro tasche altro denaro destinato alla salute, alla sicurezza del territorio e alla scuola». 

Il successo della campagna d’informazione torinese potrebbe servire ad allargare il consenso (ieri lo scrittore Erri De Luca rispondendo ad alcune domande si è detto convinto che la lotta della Valsusa ha tutte le ragioni e la forza per vincere) e rafforzare la «resistenza» in Valsusa. Già, perché se il campeggio è stato smontato la protesta non smobilita ma raddoppia con un presidio di fronte alla centrale elettrica e con il ritorno alla baita costruita nei boschi vicino all’area dove proprio a settembre dovrebbe iniziare lo scavo del cunicolo esplorativo. 

Accanto alla struttura in pietra sequestrata dalla magistratura per abusi edilizi sarà creato uno spazio per ospitare tende che serviranno come base per cercare di impedire l’estensione della recinzione e l’avvio dei lavori di sbancamento e livellamento del terreno. Secondo Perino, però, «in questo momento il cantiere non esiste. E’ una balla colossale che continua ad essere propinata alla gente».

__________

vedi anche: Portiamo Chiomonte a Bruxelles – di Giorgio Airaudo e Ugo Mattei

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

indignadosno tavtorinovalsusa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Aska è di chi arriva. Chiedi del 47

In questo momento più del solito, ma non è un fenomeno specifico di questi giorni, sembra esserci una gara a mettere etichette su Aska e sulle persone che fanno parte di quella proposta organizzativa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: “difendere l’Askatasuna per non far spegenere la scintilla di ribellione che Torino ha dentro”

“La grandissima manifestazione di risposta allo sgombero è stata la reazione di Torino che si è riversata nelle strade per difendere quella sua radice ribelle che non si vuole che venga cancellata.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sgombero Askatasuna. Giorgio Rossetto: “Rispondere logorando l’avversario come in Val Susa”

Bisogna accettare i terreni anche quando non si sono scelti, il terreno del conflitto, della lotta, a volte anche dello scontro e l’esercizio della forza da parte dei movimenti

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Nasce il Presidio Permanente per la Tutela e il Rilancio della Sanità Lametina

Negli ultimi anni le criticità del sistema sanitario calabrese – e in particolare dell’area lametina – hanno raggiunto livelli non più tollerabili per una comunità che ha pieno diritto a servizi efficienti, sicuri e dignitosi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Emergenza sanità in Calabria: serve una reazione decisa e collettiva!

La tragica notizia del cinquantasettenne morto a Lamezia mentre attendeva l’arrivo di un’ambulanza impone una reazione decisa e collettiva.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quando il popolo si organizza, il sistema vacilla

L’ultimo periodo di lotte ha mostrato che il potere trema solo quando il popolo smette di obbedire.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

E’ ancora il momento di bloccare tutto!

Il 28 novembre sarà sciopero generale, coordiniamoci in tutte le città, in tutte le provincie, in tutti i paesi per bloccare ancora una volta in maniera effettiva tutto il territorio nazionale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Askatasuna ‘bene comune’, iniziati i lavori di riqualificazione

Entra nel vivo la trasformazione dello storico centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita 47 a Torino, occupato 29 anni fa e da allora perennemente sotto minaccia di sgombero, in bene comune.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Una legge di bilancio di matrice classista” quella del governo Meloni. L’analisi del Professor Alessandro Volpi

Si accende il dibattito rispetto alla iniqua manovra del governo, in particolare su fisco e pensioni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Piano Casa”: il governo Meloni di fronte alla crisi abitativa strutturale

In questi giorni il governo Meloni sta discutendo del “Piano Casa”. Creazione dell’Autorità per l’Esecuzione degli Sfratti, abbreviate le procedure e le tempistiche: tutto sembra aggravare una situazione di crisi abitativa già critica.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pensiero critico. Il capitale deve distruggere tutte le Askatasuna che esistono

Per il popolo basco è un onore e allo stesso tempo una sfida vedere come uno dei centri autogestiti più importanti d’Italia porti come emblema significativo la nostra askatasuna, parola carica di significato rivoluzionario per ogni nazione lavoratrice che lotti per la propria indipendenza operaia.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Viva Askatasuna! Torino e la deindustrializzazione

Una volta chiamavano Torino la città dell’automobile.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino città partigiana: Que viva Askatasuna! 

Ripubblichiamo il comunicato uscito dal centro sociale Askatasuna in merito alla giornata di lotta di ieri. Alleghiamo anche un video racconto della giornata.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Sgombero di Askatasuna: chi fa i piani e chi fa la storia

Lo sgombero di Askatasuna non può essere trattato come un semplice atto di repressione da parte di un governo di ultradestra.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna: uno sgombero contro la città

Negli anni, poi, Askatasunaè diventata, per l’attuale maggioranza politica (a livello locale e nazionale), una vera e propria ossessione

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Lo sgombero di Askatasuna riguarda tutti noi

L’azione violenta del governo contro il centro sociale torinese è un attacco a tutte le forme di resistenza sociale e dissenso