InfoAut

NoTav e NoGrat occupano il “grattacielo” San Paolo

Si è conclusa l’iniziativa di un gruppo di manifestanti No Tav e No Gratt che ieri sera si erano arrampicati su una gru del cantiere del grattacielo Intesa Sanpaolo, dove hanno passato la notte all’adiaccio. Verso le 11,30 sono scesi e hanno organizzato un breve incontro con i cittadini, per spiegare il perché dell’interruzione. «Non sapevamo che i lavori sarebbe continuati anche di domenica», ha spiegato Paolo Hutter, ex assessore all’ambiente al Comune, ed esponente del movimento che si oppone alla costruzione dell’edificio.Oggi, infatti, continuano le operazioni di messa in sicurezza del cantiere e i manifestanti, hanno dichiarato, non vogliono essere d’intralcio. Ieri sera avevano appeso alla struttura diversi striscioni: a quello che proclama «No Tav» si affiancano i «No Grattacielo», i «Non grattiamo il cielo di Torino» e anche un «No Ticket».

Il video (da LaStampa.it)

Ascolta l‘intervista di notav.info con Massimo Zucchetti


La cronaca della giornata di ieri (di Andrea Doi e Elisa Genesio per nuovasocietà.it)

Una gru usata per la costruzione del grattacielo Intesa San Paolo in corso Inghilterra a Torino è stata occupata da sei militanti NoGrat (del movimento “Non Grattiamo il Cielo di Torino”) e NoTav. Tra di loro, il portavoce del comitato Paolo Hutter, ex assessore all’ambiente di Torino. Sotto il cantiere si è formato un presidio di una cinquantina di attivisti. Subito sono arrivate le volanti della polizia, della Digos, e il camion dei pompieri.

La protesta congiunta vede come protagonisti gli oppositori alla linea ad alta velocità Torino-Lione e i militanti dei NoGrat. «Protestiamo con loro contro lo spreco delle risorse e il danno al territorio che sia il Tav che il grattacielo della Banca comportano» fanno sapere i manifestanti, cha dal megafono urlano «la nostra è una protesta pacifica, non abbiamo intenzione di sabotare il cantiere». Per questo motivo infatti hanno deciso di fare quest’azione dimostrativa in un giorno non  lavorativo, in cui il cantiere era chiuso, e di rimanere fino a domani.

«È di questi giorni l’approvazione della nuova manovra economica che ci dovrebbe salvare dalla crisi, aumentando i ticket e tagliando i servizi. Taglino invece le opere inutili che vogliono fare come la seconda linea ferroviaria Torino Lione. Tanta polizia per far aprire un’inutile galleria sperando di avere 500 milioni dall’Unione Europea, che son sempre soldi dei contribuenti. I successivi 13 miliardi li dovremmo mettere noi». Per quanto riguarda il grattacielo di Intesa San Paolo, secondo gli attivisti «è una follia gettare 500 milioni di euro per un palazzo mastodontico di cui non c’era bisogno. Una banca dovrebbe stare coi piedi per terra, non andare a stravolgere inutilmente il cielo di Torino».

Probabilmente si tratta di una delle prime azioni che potrebbero colpire i “simboli di quella speculazione” che sta soffocando la città di Torino e non solo. «A cosa serve il grattacielo? Intesa San Paolo non sta aumentando il personale, anzi vengono tagliati circa 3000 posti di lavoro – dicono gli attivisti – E altri  lavoratori devono essere spostati ai servizi alla clientela. Chiediamo ai responsabili di queste scelte di fermarsi a riflettere. E di ridiscutere e rivedere. Chiediamo ai cittadini solidarietà e attenzione con chi è salito sulla gru».

Non è la prima volta che in Italia si verificano casi simili, con operai o immigrati che si issano a più di 50 metri di altezza per far sentire la loro voce. Oggi, la riflessione che dall’alto di una gru nel centro di Torino i NoGrat e i NoTav fanno arrivare a chi sta sotto è: «Questa è una politica che non tiene conto dell’indirizzo dato dagli italiani nell’ultima tornata referendaria. E’ questa la via scelta per il presunto ammodernamento del Paese?»


Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

no gratno tavtorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA  Chi lotta non è mai sol3! IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO” Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano. Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “Per realizzare un sogno comune”, Infoaut organizza due giorni di incontri e dibattiti il 21 e 22 febbraio

“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico lanciato dalla piattaforma di movimento InfoAut il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Ancora repressione sulle lotte per la Palestina a Torino

Questa mattina, con un’operazione di polizia all’alba sono stati notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ad altrettanti compagni e compagne come esito di un’operazione della DIGOS di Torino, durata mesi, contro le lotte per la Palestina in città.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Non la violenza ma il conflitto sociale

Riprendiamo da La Bottega dei Barbieri un’intervista ad una compagna del centro sociale Askatasuna, tratta da una raccolta di interessanti contributi che potete trovare qui

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: escono dal carcere i tre manifestanti arrestati per la manifestazione nazionale del 31 gennaio. Intervista all’avvocato Gianluca Vitale

Torino; scarcerati con obbligo di firma due dei tre manifestanti piemontesi, di 31 e 35 anni, arrestati per resistenza nel tardo pomeriggio di sabato 31 gennaio alla manifestazione nazionale per Askatasuna.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quando il popolo indica la luna, lo stolto guarda il dito

Riprendiamo la presa di parola di Askatasuna in risposta alla narrazione mediatica di questi giorni a seguito del partecipassimo corteo nazionale di sabato 31 gennaio 2026.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: perquisizioni all’alba

Continua la criminalizzazione del movimento e delle mobilitazioni a Torino.