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Ostia: dalle spiagge ai pini contro la devastazione dei territori

Il nuovo progetto Atac prevede la costruzione di un muro fonoassorbente alto 5-6 metri che costeggi la tratta del treno Roma-Lido lungo le zone di Lido Centro, Stella Polare e Capo Argentiera, per un totale di 5-6 Km. La motivazione di questo lavoro, che verrebbe a costare intorno ai 6 milioni di euro attinti dalle casse della Regione Lazio, nascerebbe dalla necessità di arginare il rumore prodotto dal passaggio dei treni al fine di attutire l’inquinamento acustico. Per realizzare il tutto dovrebbero essere tagliati circa 130 pini, patrimonio ambientale di inestimabile importanza.

Contro questo progetto ironicamente definito “il muro di Berlino di Ostia” nasce a Maggio, mentre stanno per iniziare i lavori, il comitato “Sentinelle degli Alberi Roma-Lido” formato dai cittadini direttamente coinvolti da quell’inquinamento acustico per cui dovrebbero essere costruite le barriere. Raccolgono firme e conquistano rapidamente consenso nel territorio. Il 17 Luglio, difronte all’arroganza di chi vuole devastare e saccheggiare, il comitato è riuscito a bloccare le ruspe scendendo per strada. Non è la prima volta che impediscono l’inizio dei lavori. Ogni volta che gli operai si avvicinano ai pini, si scende sotto casa e si difendono gli alberi. Lo slogan che diventa subito maglietta è “io sto con pino”. L’obbiettivo è difendere il territorio.

Il municipio tredici di Roma è immobilizzato, nonostante una delibera contro questa opera. Un’altra dimostrazione dell’inutilità del decentramento amministrativo e di quanto la democrazia sia svuotata di significato davanti le esigenze economiche. Il paradigma è quello della Val di Susa: progetto costoso e inutile, territorio contrario all’opera, politica latitante nei miglior casi, alla peggio connivente con la speculazione.

Ma le sentinelle degli alberi vigilano e non sono disposte a mollare questa battaglia. Come il popolo della valle che resiste, rimangono attenti ai movimenti di chi vuole costruire il cantiere. Non cedono un metro e usano i propri corpi per impedire la devastazione e il saccheggio. Sono democrazia diretta difronte allo svuotamento prodotto dalla politica della rappresentanza.

Come la battaglia per riprendersi le spiagge anche quella contro il muro fonoassorbente è per Ostia una dimostrazione di voglia di cambiamento, di quel desiderio di costruire un altra periferia fuori dalle logiche del profitto. Noi stiamo con pino e stiamo con le sentinelle degli alberi.

Giulia & Claudio di “Riprendiamoci le Spiagge”

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