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Pavia: interrotto il primo consiglio comunale

Nel momento in cui i militanti dell’assemblea hanno cercato di prendere parola la reazione scomposta della polizia municipale, incluso il suo comandante Gianluca Giurato, Digos e carabinieri non si è fatta attendere. Le guardie si sono avventate sul compagno che parlava al megafono, senza peraltro riuscire a sottrarglielo grazie alla determinazione del cordone, dando vita a momenti di tensione che hanno determinato il tracollo di Antonietta, che si era recata in consiglio con la sincera speranza di trovare una soluzione concreta al suo problema abitativo.

In questo gioco delle parti il neosindaco ha abbandonato il suo scranno e in omaggio alla democrazia tanto sbandierata dal suo partito si è confrontato con i manifestanti, ripristinando l’ordine, mettendoci la faccia e promettendo un impegno per mettere fine al lungo calvario di Antonietta. Calvario che è proseguito durante la notte in pronto soccorso, dove è stata trasportata da un’ambulanza arrivata in comune silenziosamente per non interrompere l’insediamento della giunta e dare la possibile impressione che la festa fosse stata rovinata.

Dopo una notte sotto osservazione in un pronto soccorso in cui ormai è di casa in quanto soggetta a continui malori, Antonietta è stata infine dimessa alle cinque di stamattina ma la sua situazione è in continuo peggioramento. Una cosa è certa a questo punto: le vie istituzionali sono state battute, la palla adesso va a Depaoli, che se la giochi in fretta e dimostri le sue qualità di fantasista. Per quanto ci riguarda, gol o non gol, Antonietta avrà una casa a breve.

di seguito il volantino distribuito ieri:

 

senza soldi vivo male

la tristezza mi è normale

se ci trovi un po’ di fiori in questa storia sono i tuoi
 

Antonietta lavora presso la ditta di pulizie del policlinico San Matteo, ma non guadagna nemmeno 500 euro al mese, ossia un reddito insufficiente per pagare un affitto e far fronte alle spese quotidiane per sé, due figli, di cui uno minorenne, e il nipotino. 
Dopo vari rinvii dello sfratto ottenuti attraverso picchetti solidali, due mesi fa Antonietta è stata infine buttata fuori di casa da 70 poliziotti in tenuta antisommossa. Ciò è avvenuto nell’indifferenza generale delle istituzioni, che hanno permesso che il proprietario di un intero palazzo, in nome della speculazione edilizia, privasse di un tetto due bambini e una donna malata.

Antonietta, infatti, da mesi convive con un angioma all’occhio, e durante lo sfratto è svenuta due volte, venendo trasportata in ambulanza all’ospedale. Dovrebbe sottoporsi a un intervento chirurgico, ma fino ad ora non lo ha fatto, perché il suo stipendio è essenziale per la famiglia. Oltretutto, come può operarsi senza avere nemmeno un tetto sopra la testa?
Da due mesi la famiglia si è sparpagliata, trovando ospitalità transitoria a casa di amici e parenti. Nel frattempo il quadro clinico di Antonietta è andato peggiorando, a causa dello stress cui è sottoposta dalla sua condizione di sfrattata: è stata ricoverata due volte per altrettante ischemie ed una terza volta per una trombosi.
Il comune di Pavia, quello di Giussago, dove Antonietta è al settimo posto nella graduatoria per una casa popolare, e l’ALER giocano allo scaricabarile: questa situazione non è responsabilità di nessuno.

I servizi sociali, vari esponenti di questa nuova giunta ed altri politici del Partito Democratico sono a conoscenza della situazione.

Quanto dovrà ancora aspettare Antonietta prima di avere una casa? Quanto dovrà ancora acutizzarsi una situazione già drammatica? Quante sofferenze dovranno ancora patire lei e i bambini?
Il dramma dell’emergenza abitativa si sta trasformando in una tragedia cui nessuna istituzione sembra volersi fare carico. L’altro giorno a Reggio Emilia uno sfrattato si è suicidato, così come tre anni fa Giuseppe Ongaro qui a Pavia. Antonietta rischia di essere l’ennesima vittima innocente di una macelleria sociale condotta senza tregua dai palazzinari e dal governo.
Renzi, con il “piano casa” redatto dal ministro Lupi, mentre aliena il patrimonio di edilizia pubblica, stanzia solo delle briciole per far fronte agli sfratti, briciole che finiscono direttamente in tasca ai proprietari di immobili. Anche i prestiti sulla fiducia di cui si è sentito parlare in campagna elettorale vanno nella stessa direzione, ossia quella di garantire la continuità della rendita.
Chi si rifiuta di vivere in mezzo a una strada e occupa una casa, oggi non ha accesso alle utenze (luce, acqua, gas) e all’assistenza sanitaria perché Renzi ha negato la residenza agli occupanti.

La moratoria degli sfratti che il PD ha proposto quando era all’opposizione, oggi che è al governo della città diventa tabù e si rivela per quello che era, un mero strumento di propaganda elettorale. Di certo non risolverebbe l’emergenza abitativa, ma garantirebbe almeno una sopravvivenza degna a chi non riesce più ad arrivare alla fine del mese.

Vogliamo vedere se il tanto sbandierato cambiamento che Depaoli ha promesso nelle ultime settimane si tradurrà in atti concreti, a cominciare da un intervento sulla situazione disperata in cui versa Antonietta, per la quale crediamo chel’assegnazione in deroga di una casa popolare transitoria sia un atto più che dovuto, un gesto di umanità, l’esercizio di un diritto sacrosanto, da effettuarsi subito.
Oggi è in corso una guerra ai poveri, scatenata da un intero blocco sociale, che comprende anche quei finti progressisti che con il loro silenzio avallano la marea di sfratti che si abbatte sulle periferie, ben consapevoli che questo è un modo per tutelare anche la loro piccola rendita.
In questa guerra ai poveri, vogliamo vedere dove si collocherà la giunta di Depaoli, e se la delega alla felicità riguarderà anche Antonietta, la sua famiglia e tutti quanti a cui, come a lei, la felicità è ora negata.
Per quanto ci riguarda, ci faremo sempre trovare ai nostri posti, a lottare per i nostri diritti, per la dignità di chi lavora o è disoccupato, per riappropriarci del reddito che ci viene quotidianamente sottratto da padroni e istituzioni.
A chi soffre, a chi è sfruttato, a chi non arriva alla fine del mese, a chi perde il lavoro, a chi è senza una casa, in bolletta o sotto sfratto, a chi vive nelle periferie vogliamo anche oggi rivolgere il nostro appello alla solidarietà, all’unione, alla lotta.

 

Assemblea per il diritto alla casa – movimentopavia.org

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