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Pisa ricorda Franco Serantini

C’è una piazza poco lontana dal centro di Pisa dove la memoria collettiva della città ha messo radici ormai molto difficili da estirpare; si tratta di Piazza San Silvestro, nota a tutti come Piazza Serantini. Proprio lì davanti si trovava il collegio dove Franco Serantini viveva, e per questo i compagni hanno deciso di ricordarlo ponendo lì una lapide a lui dedicata quando, il 7 maggio di quaranta anni fa, arrivò la notizia della sua morte in carcere.

Franco era un giovanissimo militante molto attivo in città, ad esempio nell’esperienza del mercato rosso del C.E.P., dove, insieme ad altri compagni, era stato creato un tentativo di mettere in connessione produttori e consumatori per abbattere i prezzi, esperienza che aveva riscosso molto successo nel quartiere popolare, tanto da convincere le forze dell’ordine a sgomberare il presidio, su richiesta dei commercianti.

Il 5 maggio 1972 Franco era presente durante la mobilitazione antifascista per impedire il comizio di Niccolai, esponente dell’MSI, quando si verificarono duri scontri, che portarono al suo arresto; nonostante le dure percosse ricevute dai reparti della polizia, a Franco fu negata ogni cura in carcere, fino al suo decesso avvenuto due giorni dopo.

Da quel giorno la storia di Franco è divenuta parte integrante della memoria popolare pisana, e quella piazza è per tutti Piazza Serantini.

Quando più di un anno fa l’amministrazione comunale annunciò il rifacimento della piazza, per adeguarla alle esigenze di un edificio della Scuola Normale Superiore, la città insorse, per difendere quel territorio, patrimonio del movimento pisano, dal tentativo di farne terreno di celebrazioni per le istituzioni.

Quest’anno, il quarantesimo anniversario della morte di Franco, tante sono state e saranno le iniziative in città per ricordarlo, il cui cardine è stata senza dubbio la giornata di sabato pomeriggio, cominciata con un pranzo in Piazza Serantini, che è stata poi animata da canti di lotta, per vedere infine la presenza di un dibattito sulle morti di stato, con la partecipazione di Heidi Giuliani e del Comitato Mastrogiovanni.

Le centinaia di persone di tutte le età che hanno attraversato la piazza e partecipato all’iniziativa, sono senza dubbio il dato più importante, che ci ha dimostrato, ancora una volta, come la cittadinanza non abbia intenzione di dimenticare e, anzi, anno dopo anno, intenda tenere viva la memoria della vicenda di Franco Serantini, giovane anarchico poco più che ventenne, ammazzato dallo Stato.

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