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Torino, sgomberati i bagni pubblici occupati

L’edificio, di proprietà del Comune e abbandonato da più di quattro anni, era stato occupato pochi giorni fa da alcune famiglie senza casa in risposta allo sgombero della palazzina di via Spano dalla quale era state buttate fuori con un primo sgombero all’inizio della scorsa settimana. All’interno dei bagni pubblici erano già iniziati i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’edificio e alcune famiglie, in assenza di qualsiasi altra alternativa, vivevano già all’interno. Tra di loro anche una giovane coppia con un neonato. Fin dal primo giorno numerosi abitanti del quartiere avevano espresso solidarietà ed appoggio all’occupazione, che dopo un lungo abbandono tornava a vivere dando un tetto sopra la testa a diverse persone.

In questo momento le famiglie si trovano ancora all’interno dell’occupazione che risulta però inaccessibile ai solidali e agli attivisti dei movimenti di lotta per la casa che sono subito accorsi sul posto per difenderla: tutt’attorno all’edificio ci sono infatti decine di agenti della celere schierati che impediscono di avvicinarsi, mentre camionette e blindati hanno bloccato le vie tutt’attorno. Un intero quartiere militarizzato per procedere allo sgombero e lasciare nuovamente le famiglie che occupavano l’edificio in mezzo alla strada.

Gli eventi di questa mattina mettono ancora una volta sotto gli occhi di tutti quali siano le politiche abitative del sindaco Fassino di fronte alla città italiana col più alto numero di sfratti annui e viene da chiedersi quale sarà la giustificazione che verrà data dalla giunta per una tale rapidità di sgombero dopo che quell’edificio è stato lasciato per anni all’abbandono più totale, senza che vi fosse alcun progetto di ristrutturazione…

Se da un lato il succedersi di due sgomberi violenti in poco più di una settimana testimonia la volontà del Comune e della Questura di mostrare i muscoli di fronte alla pratica sempre più diffusa delle occupazioni, dall’altro siamo certi che (come dopo lo sgombero di via Spano) la risposta delle famiglie sfrattate e dei movimento di lotta per la casa locali non tarderà ad arrivare.

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