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27 gennaio: in Italia cortei per la Palestina vietati, confermati o…posticipati

In Italia ieri, sabato 27 gennaio 2024, diverse manifestazioni per il popolo palestinese, come accade costantemente ormai dall’ottobre 2023. In mezzo ci sono le Questure che hanno disposto, con prescrizioni, il divieto dei cortei, riprendendo la circolare del ministro di Piantedosi, seguita alle pressioni di alcune Comunità ebraiche nell’ambito del Giorno della memoria.

Un filone – quello della strumentalizzazione – che vede in prima fila la Lega di Salvini. Depositato un ddl presentato assieme all’Unione delle Associazioni Italia-Israele,ufficialmente contro l’antisemitismo. Il testo leghista estende i motivi di diniego per la manifestazioni, includendo – testualmente – “ragioni di moralità e valutazioni di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque atto considerato antisemita” a partire dalla contestatissima e non condivisa linea dettata dall’Inha, che sostanzialmente equipara antisionismo ad antisemitismo: la stessa definizione ripresa dalle destre bresciane con la mozione sull’antisemitismo 

Di fronte ai divieti, diverse le reazioni. A Milano alcune realtà organizzatrici (come l’Associazione Palestinesi in Italia) hanno deciso di spostare il corteo da sabato a domenica, ore 15 da piazza Loreto, mentre oggi pomeriggio indetta una conferenza stampa di denuncia dell’accaduto. Sempre a Milano altre realtà, come Udap e Giovani Palestinesi, hanno ribadito la loro presenza oggi alle 15 in Loreto.

Milano – aggiornamento ore 16.20: la conferenza stampa è terminata ma centinaia di manifestanti, oltre un migliaio, sono rimasti in piazza e si trovano tra piazzale Loreto e l’imbocco di via Padova, chiusi da cordoni di polizia e carabinieri in assetto anti-sommossa sia davanti che dietro. I manifestanti hanno provato a intavolare una trattativa con la Questura per muoversi in corteo con un percorso che, tra l’altro, non interesserebbe il centro storico. La Digos, però, ha risposto che per ordine esplicito del Ministero questo non è possibile. La situazione è tesa. La corrispondenza del nostro collaboratore da Milano Elia Rosati. Ascolta o scarica.

Milano – aggiornamento ore 16.50: almeno duemila persone in piazza. Dopo oltre un’ora e mezza di infruttuose trattative con la Questura per tentare di partire in corteo, la manifestazione ha provato ad avanzare in direzione di via Padova entrando in contatto con gli scudi dei reparti dei carabinieri e della polizia, che hanno respinto il tentativo di muovere i primi passi in corteo con spintoni e diverse manganellate. Da Milano una compagna dell’Associazione Diritti per tutti di Brescia. Ascolta o scarica.

Aggiornamento ore 17.30, ancora da Milano: la situazione è surreale. Dopo un’altra mezz’ora di fronteggiamento e di divieto a partire da parte delle forze di polizia, i manifestanti hanno deciso di sciogliere il corteo e si sono diretti verso il centro di piazzale Loreto, tentando di lasciare l’imbocco di via Padova. La polizia, però, ha bloccato i manifestanti anche in questa direzione, dicendo che non ci si può muovere se non alla spicciolata. Un atteggiamento del tutto provocatorio da parte delle forze di polizia, come ci racconta Elia Rosati, nostro corrispondente, in un nuovo collegamento. Ascolta o scarica.

Anche a Roma prescrizioni, con il no della Questura al corteo. “Rispettiamo la legge seppur non condividiamo i divieti” dice la Comunità palestinese di Roma e del Lazio, mentre altre realtà come il Comitato romano per la Palestina – che raduna decine di collettività solidali – hanno comunque confermato la chiamata di oggi, alle ore 15 in piazza Vittorio. “Sul diritto a manifestare – si legge in una nota – non scendiamo a compromessi. Le basi su cui abbiamo indetto questa e le mobilitazioni precedenti sono sufficienti a confutare i tentativi di strumentalizzazione che mirano a toccarci con l’accusa di antisemitismo. Di conseguenza invitiamo in piazza Vittorio alle 15:00. Non sarà tollerata nessuna presenza fascista! Antisionismo e antifascismo sono parte della stessa lotta”.

Roma, aggiornamento del pomeriggio. Nonostante i divieti di Piantedosi, centinaia di persone hanno manifestato – in forma statica – in piazza Vittorio. Anche nella Capitale massiccio il dispiegamento di forze di polizia per impedire che il presidio diventasse corteo.

Pure Napoli in piazza, già stamattina, sabato 27 gennaio, con un presidio in piazza San Domenico con la rete “Napoli per la Palestina”, per urlare “mai più, sfidare i divieti, contro il genocidio del popolo palestinese, per il cessate il fuoco e l’immediata applicazione della storica sentenza della Corte internazionale de L’Aja”.  La corrispondenza con Matteo, compagno partenopeo di Potere Al Popolo e della Rete Napoli per la Palestina. Ascolta o scarica

Andiamo a Cremona, dove il sit in di Cremona 4 Palestine è stato spostato a domenica, ore 18, sotto il Municipio. A Lecco la piazza era già convocata originariamente per domenica: rimane valida l’indicazione originaria. A Trento invece il divieto imposto allo spazio ‘Controcultura: Spazio aperto Brecht’ non ferma i manifestanti, che confermano il ritrovo di oggi, ore 16, in piazza Duomo. Scenario analogo a Cagliari, con la rete antimilitarista sarda A Foras: ore 16, Teatro Lirico.

A Brescia infine terza tappa delle “Donne in cammino per la pace di Brescia”. Davanti a 75 Municipi, alle 15, si ritroveranno in gruppi di almeno 14 donne (le lettere del messaggio “Cessate il fuoco”) in silenzio, vestite di nero e con uno straccio bianco di pace al braccio.

da Radio Onda d’Urto

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