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Milano: urbanistica, speculazione e stratificazione di classe

Beppe Sala nel suo discorso di fronte al Consiglio Comunale ha affermato che tutto ciò che ha fatto nel corso delle sue due sindacature è stato nell’interesse dei cittadini e delle cittadine.

Questa frase può sembrare una banalità, pura retorica, da parte di un sindaco che si trova in difficoltà dopo che le diverse inchieste della magistratura hanno puntato il faro dei media e dell’opinione pubblica sulla questione urbana milanese. Ma, forse senza farlo intenzionalmente, il sindaco Sala pronunciando questa frase ha illuminato un aspetto importante delle metropoli oggi e di come funzionano. Infatti ci si potrebbe chiedere quali sono questi cittadini e cittadine nel cui interesse hanno avuto luogo queste speculazioni edilizie che, rilevanza penale o meno, hanno cambiato radicalmente Milano negli ultimi dieci anni? Per essere più diretti: chi ha “cittadinanza” nella metropoli meneghina?

Mettiamo per un attimo da parte gli aspetti corruttivi dell’intricata vicenda che vede coinvolti imprenditori, architetti, assessori e dipendenti comunali. Diciamo che la frase di Sala sia la pura verità, o meglio sia ciò che lui pensa intimamente del suo operato. Per una certa parte degli abitanti e delle abitanti di Milano sicuramente questa dinamica speculativa ha portato profitti, ha reso la città più “esclusiva” ed “attrattiva”, ha in un certo grado migliorato la qualità della loro vita.

Ma chi sono questi abitanti? Da un punto di vista demografico a Milano si rintracciano due tendenze speculari che si assommano in un dato lapidario: solo il 40% degli attuali residenti di Milano abitava in città anche 15 anni fa.1 Si consideri che l’aumento complessivo della popolazione negli ultimi 10 anni nel comune di Milano è pari al 3,7%. Quindi la città non è cresciuta come numero di abitanti a tal punto da rendere i residenti “storici” una minoranza, ma piuttosto vi sono stati enormi movimenti di popolazione residente verso fuori dalla città ed altri enormi flussi di popolazione venuta da fuori che ha preso residenza a Milano. Con una triste battuta verrebbe da dire che la metropoli ha assistito ad una “sostituzione di classe”, ben più reale e materiale di ogni teoria sulla sostituzione etnica. Non che tutti coloro che hanno spostato la loro residenza a Milano siano ricchi e borghesi, ben inteso, ma è vero il contrario, cioè che la maggior parte di chi ha lasciato la città lo ha fatto perché i costi degli affitti, delle case, dei beni in generale sono diventati insostenibili, anche a fronte della crescente inflazione. I dati sul costo delle abitazioni e sugli affitti a Milano sono ben noti: oggi comprare casa a Milano costa in media circa il 50 per cento in più rispetto a 15 anni fa e nello stesso periodo gli affitti sono cresciuti mediamente di circa il 40 per cento.2 Il costo medio al metro quadro ha sorpassato i 5mila €, a Torino, dove la crisi abitativa è una questione altrettanto importante, il costo è di 2mila €.

Se poniamo attenzione ad un altro fenomeno che caratterizza Milano, quello del pendolarismo, possiamo trarre altri dati importanti: ogni giorno sono circa 900mila3 le persone che si spostano per studio o per lavoro a Milano. Di queste i due terzi vengono da fuori dalla provincia di Milano. Certo, tra di essi ci saranno anche una minima parte di manager e imprenditori che si spostano, ma la grande massa del pendolarismo è formata da lavoratori e lavoratrici che tengono in piedi la megamacchina del profitto urbano milanese, ma che sono costretti a vivere a distanza di ore dal luogo di lavoro. Molte cittadine dell’hinterland metropolitano milanese sono città dormitorio e ormai il fenomeno è talmente espanso che chi lavora a Milano vive anche a Pavia, Novara, Lodi, Cremona ecc… con l’attivazione sempre più evidente di meccanismi speculativi e di ridisegno del territorio anche su questi centri periferici.

Quanto è avvenuto è quasi definibile come un meccanismo di ingegneria sociale e corrisponde all’andamento delle grandi metropoli globali occidentali, dove l’accesso alla città non solo per lavoro, la “cittadinanza” non formale, ma materiale, è sempre più una questione di classe. Questo non significa che i proletari e le proletarie siano completamente esclusi dalla città, ma sono inclusi “differenzialmente”: la macchina urbana milanese ha bisogno di facchini, di cuochi, di badanti, di donne delle pulizie, di riders, di guardie di sicurezza, di operai degli spurghi. Tutte queste funzioni della produzione e della riproduzione capitalistica qualcuno deve pur svolgerle. La città non può del tutto cancellare la presenza proletaria, anche se ha allontanato da sé i luoghi della produzione industriale, anche se costringe ogni giorno centinaia di migliaia di proletari a viaggiare per kilometri per raggiungere il posto di lavoro. Se lo si guarda in questi termini il Piano Casa4 di Sala risponde a questa esigenza (si parla di appena 10mila abitazioni in 10 anni) piuttosto che ad un ripensamento reale delle politiche abitative ed urbanistiche.

Per questa parte di proletariato l’abitare in città però non è un privilegio, ma molto spesso un inferno di disciplinamento ed iper-sfruttamento. Il Daspo Urbano, l’allarme sicurezza cavalcato dalle destre, l’omicidio di Ramy, fanno parte di un quadro dove il proletariato “dentro le mura” non può e non deve avere lo stesso accesso alla città dei “cittadini” del discorso di Sala.

Gli altri e le altre, quelli “fuori dalle mura” metaforiche mettono a disposizione il loro lavoro vivo per la macchina del profitto senza ricevere nulla in cambio dalla città. I pendolari che ogni giorno prendono i mezzi per recarsi negli uffici della metropoli, come i facchini della logistica e gli operai assiepati nella corona di capannoni che si staglia appena fuori quelle mura sempre in espansione. Questi se va bene Milano la vivono come un parco giochi esotico in cui recarsi nel weekend e togliersi qualche piccola soddisfazione che il magro salario ancora gli permette.

Dunque sì, la corruzione, le consulenze in cambio di favori, sono una parte di questo meccanismo, sono odiose perché rappresentano l’olio che unge gli ingranaggi del funzionamento della macchina dei profitti, ma la macchina stessa è lì da ben più di un decennio, ed è l’aspetto più spregevole di questa vicenda.

Dunque forse la cittadinanza che intende Sala è fatta dagli operatori e dalle operatrici della finanza internazionale, da influencers, da imprenditori ed imprenditrici, artisti cosmopoliti e da tutte quelle mille figure che compongono la borghesia urbana contemporanea. Sono i loro gli interessi di cui Sala risponde, per loro sono i parchi, le mostre, gli eventi culturali, la pittura green mentre la cementificazione procede senza sosta.

Sicuramente Milano e la sua area metropolitana rappresentano una situazione specifica e forse unica in Italia, ma alzando un po’ lo sguardo la vicenda, per conto nostro, ci obbliga a guardare i rapporti sociali e la loro dislocazione territoriale con più finezza. Ci costringe a domandarci “dove sono i nostri”, come possiamo costruire incontri ed organizzarci, quali strategie dobbiamo mettere in campo per inceppare la macchina, come possiamo agevolare una ricomposizione tra quei settori di classe frammentati dalla separazione geografica, razziale, di genere imposta dalle catene del valore. Non sarà un’inchiesta giudiziaria a mettere fine a tutto questo, né un improvviso risveglio della politica istituzionale.


Note:

  1. Alcune cose successe a Milano negli ultimi 15 anni – Il Post ↩︎
  2. Ibidem ↩︎
  3. https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_marzo_31/a-milano-900-mila-pendolari-ogni-giorno-due-terzi-arrivano-da-fuori-provincia-pavia-lodi-ma-anche-bologna-5c6bc70f-e175-479e-9045-2efbfef0fxlk.shtml#:~:text=Il%20fenomeno%20%C3%A8%20impressionante:%20ogni,dal%20resto%20della%20Citt%C3%A0%20metropolitana. ↩︎
  4. https://www.milanofinanza.it/news/comune-di-milano-piano-casa-al-via-24-offerte-per-i-primi-due-bandi-coima-tra-i-14-operatori-in-gara-202505281740362257#:~:text=Parte%20ufficialmente%20il%20piano%20straordinario,10%20anni%20a%20prezzi%20calmierati&text=Sono%2024%20le%20manifestazioni%20di,Cavriana%20e%20via%20Balsamo%20Crivelli. ↩︎

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