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Aziende produttrici di armi: lobby e interessi italiani.

Secondo la stima diffusa dal SIPRI di Stoccolma la spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2022 la somma di 2.240 miliardi di dollari complessivi, ossia una crescita del 3.7% rispetto all’anno precedente.

Ciò significa un aumento di 127 miliardi in un anno. Gli Stati Uniti restano al primo posto in classifica nella spesa militare globale ricoprendo il 39%, una cifra di tre volte maggiore rispetto al paese al secondo posto, ossia la Cina.

Anche l’Italia ambisce ad ottenere la sua posizione nella cartografia globale delle industrie di armamenti e questo risulta evidente in questa fase in cui la propaganda bellica assume un ruolo di primo piano negli interessi governativi, ciononostante è indicativo che nonostante la spesa pubblica dedicata agli armamenti aumenti, a totale discapito delle esigenze del Paese, la percentuale in PIL del ritorno di questa spesa è veramente minima.

Ne abbiamo parlato con Francesco Vignarca della rete Pace e Disarmo

La questione degli armamenti in Italia ha differenti aspetti, uno di questi riguarda la vendita delle armi cosiddette leggere per uso privato. Di questo vasto mondo di lobby italiane ne ha fatto un’inchiesta Giorgio Beretta in un saggio dal titolo “Il Paese delle armi”, che verrà presentato oggi pomeriggio alle ore 17.30 presso il Centro Studi Sereno Regis a Torino. All’interno del saggio viene analizzato il tema della “cultura” delle armi e le percentuali che riguardano il loro utilizzo in casi che smentiscono la narrazione della legittima difesa.

Il governo in carica cavalca l’onda della propaganda bellicista, come dimostra, tra le altre, la fotografia che ritraeva la sottosegretaria della Difesa Isabella Rauti mentre imbracciava un fucile mitragliatore ARX-200 in occasione del Salone degli Armamenti di Abu Dhabi. Questo fatto pone in risalto come la narrazione che tende alla normalizzazione dell’uso e della vendita di armi rispecchi interessi economici e politici di cui nessuna forza politica è esente, come dimostrano le cariche presso le aziende principali in fatto di produzione di armi e nelle lobby, di esponenti da destra a sinistra dell’arco parlamentare che si riciclano nell’ambito della compra vendita delle armi.

Di seguito l’approfondimento con Giorgio Beretta autore di “Il Paese delle armi”.

Da Radio Blackout

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