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Bologna di nuovo in strada contro l’invasione turca del Rojava

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Due giorni dopo la prima presa di parola pubblica contro Erdogan e l’invasione turca del Rojava, Bologna torna in piazza

In migliaia hanno attraversato le vie del centro cittadino. “Erdogan assassino, rise up for Rojava” il testo dello striscione che apre il corteo, a cui hanno preso parte centri sociali, collettivi studenteschi, associazioni e tanti e tante solidali con la causa confederalista democratica.

Appeso su Palazzo d’Accursio uno striscione a sostegno della resistenza nella Siria del Nord Est, il corteo si dirige subito su via Indipendenza e da lì sui viali, bloccati per circa mezz’ora.

La causa del Rojava è una causa che ingaggia come noto anche le istanze femministe ed ecologiche: la testa del corteo ha visto protagonista la solidarietà transfemminista ed è stata più volte richiamata la questione dei profughi climatici prodotti dalle scellerate politiche di Erdogan.

Arrivati in zona universitaria ritornano sui muri di via Zamboni le scritte cancellate qualche giorno fa con il corredo di diverse denunce a carico di alcuni compagni e compagne del Cua. Tutto il corteo si espone a favore della ripresa anche muraria degli spazi di comunicazione in città, così come per il sanzionamento degli enti che fanno affari con la Turchia. Sanzionata ad esempio la Carisbo di via Rizzoli, nell’ultima azione prima di raggiungere piazza Maggiore per i comizi finali del corteo.

Bologna ancora una volta al fianco della resistenza curda, ora l’obiettivo è continuare a fare pressione, affinché lo stato italiano blocchi la vendita di armamenti alla Turchia, affinché l’università cessi di collaborare con enti legati allo stato turco, affinché si possa sentire sempre con più forza il sostegno di Bologna e dell’Italia la lotta degna del Rojava!

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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