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Cile: centinaia di migliaia in piazza contro l’istruzione-business

Tra i punti centrali di una mobilitazione che non si limita alla sola messa in accusa della formazione pubblica cilena, ci sono slogan per la gratuità dell’insegnamento e contro i meccanismi di inclusione differenziale basati sul reddito nell’accesso ai saperi. Ma anche il tema dell’indebitamento personale per studiare e la precarietà complessiva che informa il sistema educativo sono stati toccati, perfettamente in sincrono con le tanti mobilitazioni che negli ultimi anni si sono avute un po’ in tutto il globo. La manifestazione di Santiago è tra le più grandi, forse la più grande, dalla fine della dittatura di Pinochet, mentre rimangono occupate circa 200 scuole e decine di dipartimenti degli atenei cileni sono pressochè paralizzati. 

Dal canto suo, la controparte ha risposto con la solita repressione a base di lacrimogeni ed idranti utilizzati contro la folla nonchè con 13 arresti. Il ministro Lavìn, di cui si invocavano le dimissioni nelle piazze, ha annunciato come ovvio che rimarrà al suo posto, eppure il gradimento nel presidente Pinera, invocato anche per merito della manifestazione di due settimane fa, continua a scendere..

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