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Ha vinto Kast e il Cile si aggiunge all’ondata di ultradestra

È il primo pinochetista a giungere a La Moneda in democrazia. Con il 58% dei voti, il candidato si è imposto sull’ex ministra di Gabriel Boric, Jeannette Jara, che al secondo turno presidenziale ha ottenuto il 41%.

di Axel Schwarzfeld, da Comitato Carlos Fonseca

Questa domenica José Antonio Kast, di ultradestra, ha vinto le elezioni presidenziali del Cile, sconfiggendo con un ampio margine Jeannette Jara, di sinistra. Secondo i dati del Servizio Elettorale (Servel), l’ex deputato ultracattolico, di 59 anni, ha ottenuto il 58% dei voti di fronte al 41% dell’ex ministra di Gabriel Boric.

Il fondatore del Partito Repubblicano si è imposto nelle 16 regioni del paese, incluso nei bastioni della sinistra come Valparaíso e la Regione Metropolitana, che alberga la capitale, e ha ottenuto un divario maggiore nelle zone minerarie del nord e in quelle agricole del sud.

In un discorso davanti ai suoi simpatizzanti, Kast ha ringraziato tanto i votanti come l’ex candidato libertario Johannes Kaiser per il suo sostegno al secondo turno elettorale. “I cileni sono speranzosi di quello che faremo, a tutti dico grazie per questo trionfo”, ha affermato. “Sarò il presidente di tutti i cileni, ci sono alcuni che stanno festeggiando, altri sono tristi, angosciati, ma il Cile senza dubbio ci ha dato un mandato”, ha valutato, oltre a ribadire come nella campagna elettorale, che combatterà l’insicurezza.

“Troverà una ferma opposizione”

È la seconda vittoria più ampia dal ritorno alla democrazia, dopo il trionfo di 24,3 punti della ex presidente progressista Michelle Bachelet sulla conservatrice Evelyn Matthei nel 2013. Kast, che fece una campagna elettorale a favore della continuità del generale Augusto Pinochet (1973-1990) nel plebiscito del 1988, è il primo pinochetista a giungere a La Moneda in democrazia. L’unico politico di destra a giungere al potere finora, dal ritorno alla democrazia, fu il defunto Sebastián Piñera (2010-2014 e 2018-2022), che aveva votato contro la permanenza del dittatore.

La Jara ha parlato davanti ad una folla dopo aver riconosciuto il trionfo di Kast. “Mi sono messa in comunicazione con il presidente eletto per augurargli successi per il bene del Cile e di tutte le persone che vivono nel nostro paese”, ha dichiarato. “Sono convinta che la nostra democrazia si rafforzi quando rispettiamo la volontà cittadina”, ha aggiunto.

“Ora toccherà a noi essere opposizione. Il cammino dell’unità è l’unico cammino che vale la pena. Oggi non c’è spazio per lo sconforto. C’è un compito da continuare. Saremo opposizione propositiva ed esigente”, ha specificato. Alla fine, la candidata ha inviato un messaggio al presidente eletto: “Su tutto quello che sarà buono per il Cile troverà il mio sostegno. Su tutto quello che sarà tornare indietro troverà un’opposizione ferma, democratica e responsabile”.

La direzione del paese

Nicolás Freire, dottorato in Studi Americani presso l’Università di Santiago del Cile e accademico nell’Università Cattolica di Valparaíso, ha dichiarato a Página/12, che, molte volte, a coloro che ottengono un divario così superlativo rispetto al secondo posto si risveglia l’ambizione di voler andare molto al di là di quanto dichiaravano nel loro stesso programma di misure, come diritti sociali. In questo senso, l’analista pensa che si deve ancora vedere la direzione che assumerà il paese. “Se a partire dal divario che gli dà il risultato elettorale vuole avventurarsi e andare più in là, ciò che, senza dare luogo a dubbi, fa presagire che sarà un governo con maggiori disaccordi, con un’opposizione che nonostante sia al suo minimo storico, continua ad avere un peso rilevante almeno nel Senato”, ha spiegato. “Da lì sarà la trincea dell’opposizione per poter combattere, dal punto di vista legislativo, qualsiasi avanzata che Kast voglia oltre quanto pianificato”, ha sottolineato.

A titolo di bilancio sui risultati, l’analista ha detto che la vittoria di Kast è stata significativa avendo vinto nelle 16 regioni e che le sinistre, tra alcune delle possibili ragioni che ha menzionato circa la sconfitta della Jara, si sono dimenticate delle storiche lotte che hanno fatto nel mondo per i lavoratori e per la classe media. “Il timore si è impadronito un po’ della campagna presidenziale, guidata da tematiche così rilevanti come sicurezza, come immigrazione, dove Kast ha fatto uno buon click nell’emotività e la candidata Jeannette Jara, ha cercato di trovare spiegazioni razionali. Non si è resa conto che per combattere la paura o per modificarla e cambiarla non basta la razionalità. È un istinto primario che può far sì che un elettore si rovesci in massa su un candidato che sa toccare quella fibra, come lo ha fatto Kast”, ha aggiunto.

La campagna elettorale ha girato in modo quasi monotematico intorno all’aumento della delinquenza e dell’immigrazione irregolare, nonostante che il Cile continui ad essere uno dei paesi più sicuri del continente, con un tasso di omicidi di 6 per ogni 100.000 abitanti.

Kast ha promesso una massiccia espulsione di migranti, tipificando l’emigrazione come un delitto, o la costruzione di carceri di massima sicurezza con il totale isolamento per capi del narcotraffico. L’ultradestra, che al suo terzo tentativo è riuscita a giungere a La Moneda, dovrà opporsi ad un Legislativo senza forze maggioritarie, dove il blocco di destra e di ultradestra è a due deputati dalla maggioranza nel Congresso (76 su 155) e in pareggio con la sinistra al Senato.

La transizione

Kast riceverà la fascia presidenziale l’11 marzo dalle mani di Boric, il suo avversario nelle elezioni del 2021 e contro il quale perse con un ampio margine quattro anni fa. L’attuale mandatario uscente si è felicitato con una chiamata telefonica ripresa in televisione con il politico di ultradestra e lo ha invitato a pranzo questo lunedì al palazzo de La Moneda.

“Oggi le presento le mie congratulazioni perché ha ottenuto un chiaro trionfo ed è stato eletto Presidente della Repubblica del Cile, e questa è una grande responsabilità che bisogna affrontare con molto affetto, umiltà, e molto lavoro. Sarò sempre a disposizione per collaborare ai destini della patria”, ha detto. “Non c’è dubbio che il Cile è più grande di lei, di me, di tutti noi che siamo passati e si costruisce sulla base di quanto tutti hanno fatto prima, e spero che anche questo nell’esercizio, quando le toccherà assumere il comando, la ispiri”, ha aggiunto il mandatario.

In risposta, Kast ha ringraziato per la chiamata e ha chiesto al presidente che ci sia una transizione ordinata e rispettosa. Pochi minuti dopo, Boric ha parlato al paese dal Palazzo de La Moneda, dove ha garantito un trapasso di comando in ordine. “Voglio comunicarvi che l’11 marzo consegneremo un paese in marcia. Un paese che ha un tremendo potenziale. E che alla fine del giorno, il progresso del Cile si costruirà sull’eredità di coloro che ci hanno preceduto. E queste eredità non sono personali”, ha sottolineato.

I festeggiamenti di Milei e degli USA

Il presidente argentino, Javier Milei, ha festeggiato la vittoria di Kast. “Un altro passo della nostra regione a difesa della vita, della libertà e della proprietà privata. Sono sicuro che lavoreremo insieme affinché l’America abbracci idee di libertà e possiamo liberarci del giogo oppressore del socialismo del XXI secolo”, ha scritto su X.

Allo stesso modo, il segretario di stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha pubblicato nelle reti sociali: “Congratulazioni al presidente eletto del Cile per la sua vittoria. Gli Stati Uniti sperano di collaborare con la sua amministrazione per rafforzare la sicurezza regionale e rivitalizzate le nostre relazioni commerciali”.

15 dicembre 2025

Página/12

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