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Due Ypg europei arrestati in Turchia

Miroslav è accusato di aver combattuto in Rojava con la funzione di tiratore scelto per le Ypg nella guerra contro lo stato islamico, Marketa di aver assistito le Ypj in forma logistica e sanitaria. A nessuno dei due è contestata un’attività terroristica in Turchia, a quanto si ricostruisce dalle prime dichiarazioni, ma soltanto l’attività politica (che inevitabilmente in Rojava può assumere risvolti militari e sanitari) contro lo stato islamico in territorio siriano.

Il regime turco, dopo la raffica di arresti contro leader politici e parlamentari dell’Hdp per un estremo tentativo di silenziare l’opposizione di sinistra, agisce quindi ora, direttamente, contro la solidarietà internazionale alla resistenza curda non soltanto in Turchia, ma anche in Siria. Ciò avviene a tre mesi dall’invasione turca del Rojava occidentale, nell’area tra Jarablus e Bab, dove le truppe turche hanno ottenuto dallo stato islamico una fetta di territorio siriano al fine di bloccare l’avanzata verso ovest delle Forze Democratiche Siriane a guida Ypg che, dopo la liberazione di Menbij, si avvicinavano ad Afrin e Shech Maxsud, il quartiere curdo-cristiano di Aleppo.

(La zona vive ancora aspri combattimenti e tra le Sdf e le forze islamiste supportate dall’aviazione di Ankara).

Mentre Miroslav non era pubblicamente noto, Marketa non ha mai nascosto la sua attività in favore del Kurdistan e dell’Ezidistan, postando su facebook foto dai suoi viaggi in cui comparivano militanti delle Ypj del Rojava o dei partigiani ezidi Ybs di Singal (la città irachena in cui l’Is ha compiuto il suo peggiore massacro – vedi qui). In un’intervista rilasciata a un sito ceco poco prima della sua partenza per il Kurdistan, nel febbraio 2016, aveva anche dichiarato di voler informare il mondo sui crimini commessi dallo stato turco in Bakur, “crimini a cui i media internazionali non stanno dedicando attenzione”.

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