InfoAut
Immagine di copertina per il post

El Salvador: Sei anni di Bukele con poteri ampliati, stato d’emergenza e detenzione degli oppositori

La deriva autoritaria del presidente di El Salvador.

Bukele celebra il suo sesto anno di mandato e il primo dalla sua controversa rielezione, sostenendosi su un regime d’emergenza che accumula denunce per violazioni dei diritti umani e la persecuzione delle voci critiche.

Da Comitato CarlosFonseca

Questa domenica il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha compiuto sei anni a capo dell’Esecutivo, nel quadro del primo anniversario della sua rielezione nonostante la proibizione costituzionale. Bukele guida un governo che mantiene l’economia come una sfida irrisolta, e sostiene la propria popolarità mediante uno stato d’emergenza e non avendo dubbi nel silenziare le voci critiche.

Il mandatario, che coltiva un’immagine di leader moderno e di sfida, ricorre anche ai classici meccanismi dell’autoritarismo per blindare il proprio potere di fronte alla minaccia della dissidenza. Questo nuovo anniversario giunge nel momento più alto del suo consolidamento autoritario: solo a maggio, il suo governo ha arrestato almeno15 oppositori, e una dozzina di giornalisti e attivisti hanno abbandonato il paese per timore di rappresaglie.

Lo scorso 19 maggio, Ruth López, avvocata anticorruzione dell’organizzazione Cristosal e una delle voci più critiche del governo, è stata arrestata per una presunta malversazione di fondi pubblici. Finora, non è stata formulata nessuna accusa formale, e continua ad essere detenuta senza che sia rispettato il dovuto processo. Simultaneamente, il governo ha approvato la Legge sugli Agenti Stranieri, strumento che permette al governo di controllare e di restringere l’attività di organizzazioni che mettono in discussione la sua politica di sicurezza e la sua legalità.

Con doppia nazionalità, salvadoregna e statunitense, Bukele è giunto al potere nel 2019 e si è trasformato nel primo presidente del paese a sfidare apertamente la Costituzione cercando ed ottenendo la rielezione. Durante questo secondo periodo, ha promesso di “sanare” l’economia dopo, secondo lui, aver curato il paese dal “cancro” della violenza delle pandillas.

Bukele ha ottenuto la sua rielezione appoggiandosi su uno stato d’emergenza -una misura straordinaria adottata nella sua lotta contro le pandillas- che da anni sostiene, e ha mandato alle stelle la propria popolarità avendo ridotto gli indici di violenza, arrestando circa 87.000 persone. Questo meccanismo è stato segnalato da molteplici organizzazioni per le sistematiche violazioni dei diritti umani, incluse detenzioni arbitrarie. Dalla sua implementazione, l’Assemblea Legislativa -dominata dal partito governativo Nuevas Ideas- ha prorogato lo stato d’emergenza per periodi di 30 giorni in 39 occasioni.

In questo contesto, si sono registrate più di 400 morti di persone sotto la custodia statale e più di 6.000 denunce di violazioni dei diritti umani. Nonostante il suo discorso trionfalistico, i sondaggi indicano che, già alla fine del suo primo mandato, la principale preoccupazione della popolazione ha smesso di essere la sicurezza ed è diventata la situazione economica: durante la sua gestione, El Salvador è rimasto indietro nella crescita economica nella regione e, secondo cifre ufficiali, la povertà generale è passata dal 22,8 al 27,2 per cento delle famiglie.

2 giugno 2025

Página 12

* Immagine: Prigionieri nel Centro di Confino contro il Terrorismo a Tecoluca, El Salvador. (Ufficio stampa della presidenza di El Salvador attraverso AP, Archivio)

tratto da Kaos en la Red

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

bukeleel salvador

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali

Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Giunge a La Paz un’impressionante marcia della COB e dei settori contadini

Chiedono la rinuncia del presidente di destra Paz. Il governo risponde con la repressione e arresta il massimo dirigente della Centrale Operaia, Vicente Salazar.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No G7 Ginevra: manifestazione di massa contro i grandi del mondo, la guerra e a sostegno della Palestina

Si è concluso ieri il summit del G7 a Evian, dove tra le altre cose, la preoccupazione europea era incentrata sul riarmo e il sostegno a Kiev mentre Trump annunciava le sue intenzioni di porre fine alla guerra all’Iran. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Memorandum d’intesa USA-Iran ma nessuna pace per il Libano

Nella notte tra domenica e lunedì Stati Uniti e Iran hanno concluso il negoziato, arrivando alla firma di un memorandum d’intesa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Valle di Susa, valle delle guerre d’Europa

Guerra. Non ha mai smesso di ammorbare il mondo, di mietere vittime innocenti ed instaurare schiavitù là dove al sistema del capitale, per risolvere le proprie crisi con l’aumento del proprio potere, serve a depredare risorse umane e ambientali, devastare territori, cancellare culture, calpestando ogni diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ginevra: più di 60mila in piazza contro il G7 di Evian

I potenti della Terra da questa settimana si riuniscono a Evian-les-Bains per il consueto appuntamento annuale del G7.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Belfast città aperta

In seguito a un’aggressione avvenuta nella zona Nord di Belfast, un’ondata di violenze razziste ha minacciato le vite di numerose persone appartenenti a minoranze etniche, costringendole ad abbandonare le loro case date in fiamme. Si tratta dell’ennesimo episodio di un fenomeno che negli ultimi dieci anni ha spesso assunto caratteri di massa nel Regno Unito. Ma non è tutto, questa volta ci sono di mezzo pure Elon Musk e la difficile convivenza tra lealisti e nazionalisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra all’Iran: gli USA bombardano mentre Netanyahu prepara il piano per la guerra permanente a Gaza e in Libano

Così come la guerra all’Iran ha probabilmente seguito un corso non completamente prevedibile anche il Libano meridionale e la periferia Sud di Beirut confermano una resistenza sul territorio che non è scontata e non va sottovalutata anche da parte degli eserciti più potenti al mondo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Circa 26 feriti e una decina di arresti negli scontri di San Julián

Circa 26 feriti, due molto gravi, con un trauma alla testa, e più di una decina di arresti è il saldo dei gravi scontri che si sono registrati questo sabato nel paese di San Julián, nel dipartimento di Santa Cruz, quando agenti di polizia, militari e gruppi civili di scontro come l’Unione Giovanile Cruceñista (UJC) hanno tentato di sbloccare la strada che unisce la capitale del Santa Cruz con il Beni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: il governo di Paz crolla, El Alto conferma le proteste mentre i ministri si dimettono e cresce la preoccupazione per lo stato d’emergenza

La crisi politica che attraversa la Bolivia è entrata in una nuova fase di aggravamento dopo che un’affollata assemblea a El Alto ha deciso di approfondire le misure della protesta, di mantenere i blocchi e di chiedere la rinuncia dei funzionari del governo di Rodrigo Paz.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

El Salvador, la fabbrica occupata diventa spazio femminista.

La storia di 113 operaie che occupano la fabbrica Florenzi a San Salvador per esigere i propri stipendi e acquisiscono nuove consapevolezze di genere. Una storia molto latinoamericana.  2 minuti e mezzo per uniforme. Tempo necessario per cucire l’uniforme, comprese le rifiniture e gli adesivi, stirarla e impacchettarla. Significa 25 uniforme per ogni ora di […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Bukelazo – Storia di un nuovo caudillo in El Salvador

di Maria Teresa Messidoro, vicepresidente Associazione Lisangà culture in movimento  C’era una volta Per comprendere a fondo gli eventi che hanno caratterizzato la vita politica salvadoregna agli inizi di febbraio, occorre risalire addirittura al 1682, quando, secondo alcune recenti ricerche, Elias Ibn Hanna Al-Mawsili, prete cristiano di Bagdad, giunse in El Salvador, l’allora Cuscatlan, durante […]

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

El Salvador. 15 donne condannate fino a 40 anni di carcere per aver abortito

Guadalupe rimase incinta a 18 anni in seguito ad una violenza. L’aggressione le provocava costanti disturbi e giunto il momento non seppe identificare i dolori con l’imminenza del parto. “La nascita fu extraospedaliera e, secondo il medico legale, non fu possibile determinare la causa della morte del bebè”, racconta Alejandra Burgos, attivista del Gruppo Cittadino […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Salvador il «Fronte» è avanti

È la prima volta dal ’94 che il presidente viene eletto al secondo turno. L’Fmln promette di proseguire le riforme abbozzate con Funes: per ridurre povertà, disuguaglianza, violenza e corruzione. Su 6 milioni di abitanti il 34,5% vive sotto la soglia di povertà, e il 60% delle abitazioni manca di acqua e servizi igienici. Qujiano […]