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Filippine: sgombero violento di una baraccopoli

Ieri nella baraccopoli di Quezon, nei pressi della capitale Manila, le squadre di demolizione mandate dal governo hanno lasciato per strada più di 50 famiglie. Alle prime ore del mattino, sul posto sono stati scortati gli operai da un ingente numero di poliziotti. Non appena entrati nell’insediamento, le forze dell’ordine hanno usato una violenza del tutto ingiustificata per eseguire gli sgomberi. Gli abitanti sono stati trascinati fuori dalle proprie case e, non appena la comunità ha opposto un minimo di resistenza a questa brutale operazione, la polizia ha sparato gas lacrimogeni tra le case. Il governo ha messo a disposizione per lo sgombero anche le unità speciali, le quali si aggiravano tra le abitazioni con i fucili puntati anche contro i bambini. A questi soprusi gli abitanti hanno risposto innalzando barricate e lanciando pietre e bottiglie contro la polizia, la quale ha caricato ferocemente i resistenti. Diversi bambini sono rimasti intossicati dai lacrimogeni, almeno 30 persone sono rimaste ferite e altre 9 sono state arrestate. Dopo sette ore di fronteggiamenti, tutti gli abitanti sono stati sfrattati e gli operai hanno iniziato i lavori di demolizione sotto gli occhi delle famiglie disperate.

Il governo delle Filippine, affiancato da un’azienda privata, ha deciso di sviluppare nell’area di Quezon un quartiere d’affari ed esattamente dove sorgeva la baraccopoli sgomberata passerà un’autostrada. La comunità, la quale vive nell’insediamento di Quezon da 26 anni, ha denunciato come fino a ieri non fosse arrivato nessun avviso di sfratto, dunque l’operazione era del tutto inaspettata. Ieri sera le famiglie hanno dormito per strada. Le autorità locali promettono di mettere a disposizione un nuovo insediamento, il quale è del tutto inadeguato dato che non c’è nemmeno la fornitura dell’acqua.

Intorno a Manila sorgono molteplici baraccopoli, le quali sono viste come unica via di soluzione da tanti nuclei famigliari che arrivano dalle campagne per cercare lavoro nella capitale, dove i prezzo degli affitti sono alle stelle.

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