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Il prossimo arrivo di truppe degli USA genera inquietudine in Perù

Un congressista peruviano ha dichiarato oggi che l’annunciato arrivo di truppe degli Stati Uniti genera inquietudine in Perù per il contesto di preparativi di proteste sociali e per i precedenti interventisti di Washington.

Così hanno dichiarato il parlamentare di sinistra Guillermo Bermejo e il giurista e analista Raúl Noblecilla, unendosi al rifiuto di diverse personalità che considerano l’intervento straniero come una minaccia alla sovranità nazionale.

Bermejo ha detto che i 700 militari statunitensi, che realizzeranno lavori di sostegno e addestramento delle Forze Armate e di Polizia in 11 regioni peruviane, cinque delle quali sono state nei mesi passati scenario di grandi proteste antigovernative, il cui nuovo inizio è annunciato dai dirigenti sociali.

La loro presenza in quelle regioni “non aiuterà a che ci sia un clima di pace” e, al contrario, genera inquietudine “perché la gente conosce la condotta di queste truppe in altre parti del mondo”, ha aggiunto.

Il legislatore di destra Alfredo Azurín, membro della Commissione della Difesa, difendendo il permesso concesso, ha affermato che il decreto legislativo che autorizza l’entrata delle truppe straniere per una permanenza di sette mesi, non minaccia la sovranità nazionale perché il suo obiettivo non è stabilire una base militare.

Bermejo, nonostante ciò, ha dichiarato che la presenza militare degli Stati Uniti in Perù si è trasformata in permanente per la pratica congressuale di rinnovare l’autorizzazione di permanenza  una volta terminato il tempo fissato nel permesso originale, fatto che avviene da 20 anni.

Ha anche respinto l’argomento dell’appoggio delle truppe intruse alla lotta contro il narcotraffico, e ha detto che le loro incursioni “non stanno assolutamente aiutando a lottare contro il traffico della droga”.

Le zone in cui le si permetterà di entrare sono luoghi dove il narcotraffico è esploso, l’unica cosa nuova è Loreto, che per esempio dieci anni fa non era un luogo dove si seminava coca né si trafficava droga”, ha riferito.

Da parte sua, il giurista Raúl Noblecilla ha affermato che le truppe, che giungeranno il prossimo 1° di giugno, vengono a controllare le ricchezze minerali peruviane e ha commentato che “così funzionano i governi lacchè e che si consegnano”.

“La presenza e l’ingerenza dell’imperialismo è tenere sotto controllo il proprio cortile”, ha avvertito.

Si sono pronunciati contro l’ingresso di truppe nordamericane i gruppi parlamentari progressisti, l’ex cancelliere Héctor Béjar, l’ex ministra della Donna Anahí Durand e il segretario generale della Confederazione Generale dei Lavoratori (CGTP), Gerónimo López.

25 maggio 2023

Prensa Latina

Traduzione a cura di Comitato Carlos Fonseca

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