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La Polizia italiana ha arrestato il leader catalano Puigdemont in Sardegna

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L’ex presidente della Generalitat de Catalunya Carles Puigdemont, esule politico in Belgio dal 2017, è stato arrestato oggi da alcuni agenti in borghese della polizia italiana appena sbarcato dall’aereo che lo aveva condotto ad Alghero da Bruxelles.

Mentre scriviamo Puigdemont si trova in stato di fermo presso l’ufficio della polizia all’interno dell’aeroporto sardo.

Su Puigdemont, che nel frattempo è stato eletto parlamentare europeo- anche se l’assemblea continentale gli ha revocato l’immunità – pende un mandato di cattura internazionale spiccato dal Tribunale Supremo della Spagna che lo accusa di vari gravi reati in quanto capo del governo catalano che promosse e gestí il referendum per l’autodeterminazione del primo ottobre 2017.

Puigdemont era arrivato in Sardegna per partecipare a una cerimonia con la “ministra degli esteri” catalana Victòria Alsina e la presidente del Parlament, Laura Borràs, ad Alghero, nell’ambito di un incontro internazionale organizzato dall’associazione Adifolk.

Domenica prossima era previsto anche un incontro pubblico organizzato ad Oristano dalla Corona de Logu – l’associazione degli amministratori indipendentisti sardi – con l’ex President.

Negli anni scorsi il leader catalano in esilio è stato arrestato in Belgio e poi in Germania, ma in entrambi i casi i tribunali locali si sono rifiutati di concedere l’estradizione in Spagna valutando le accuse rivoltegli da Madrid come eccessive e spropositate.

La Spagna ha appena provocato l’arresto di un eurodeputato da parte di un altro stato membro dell’Unione Europea. Ci è riuscito ingannando il Tribunale della Comunità Europea, poiché avevano detto che questo non sarebbe successo.  La detenzione durerà al massimo qualche ora, ma la vergogna della Spagna resterà nella storia ha affermato l’avvocato di Puigdemont Josep Costa.

Marco Santopadre

da Osservatorio Repressione

Nelle scorse ore Carles Puigdemont è stato rilasciato e può lasciare l’Italia e tornare in Belgio, ma quanto successo è ancora una volta indicativo della subalternità delle istituzioni italiane ai vari desiderata in termini di repressione del dissenso degli altri paesi occidentali.

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