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Livorno: ancora mezzi militari imbarcati su navi dirette a Tangeri

Sei mezzi militari imbarcati su una nave porta-container della Hapag-Lloyd, la Kobe Express, direzione Tangeri (solito scalo utile ad aggirare la legge 185/90).

“Ancora una volta il porto di Livorno viene utilizzato come snodo logistico del traffico bellico internazionale. Ancora una volta, dietro la facciata neutrale del commercio globale, passano mezzi e strumenti di guerra. Le recenti escalation militari nel Mediterraneo e oltre, hanno riattivato immediatamente i flussi militari nello scalo labronico”.  Cosi’ i Gap Livorno che denunciano per l’ennesima volta come il porto sia ormai diventato infrastruttura strategica non solo per l’economia, ma per la politica di guerra.

“È qui che si intrecciano interessi commerciali, equilibri geopolitici e scelte che nulla hanno a che vedere con la sicurezza delle cittadine e dei cittadini né con quella dei territori. Ci raccontano che è “necessario”, che è “normale”, che è “parte del sistema”. Ma questo sistema ci rende solo più espostə, più vulnerabilə, meno tutelatə. Ogni escalation internazionale trova nel nostro porto un ingranaggio pronto a muoversi. E a pagare il prezzo siamo noi: lavoratori e lavoratrici trasformatə in anelli della catena bellica, territori trasformati in piattaforme operative, città rese bersagli potenziali.

I portuali non vogliono essere complici di guerre e genocidi e non vogliono che il proprio lavoro venga piegato agli interessi militari di governi e multinazionali. “Se questa dinamica si ripresenterà- annunciano-  promettiamo che bloccheremo di nuovo i varchi. Lo abbiamo fatto e possiamo farlo ancora”.

Le considerazioni di Simone del Gruppo Autonomo Portuali di Livorno

da Radio Onda d’Urto

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