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Macedonia: manifestazione antigovernativa sfocia in scontri e arresti

La rabbia sociale è montata in particolare in riferimento al caso di Martin Nešovski, ucciso brutalmente dalle forze di polizia: le intercettazioni rese pubbliche dall’ opposizione hanno messo in luce il fatto che il Primo Ministro e il Ministro di polizia (allora appena eletti, nel 2011), hanno coperto l’ assassino materiale di Nešovski, occultando peraltro il fatto che quest’ultimo non si era opposto al suo arresto, giunto proprio in occasione delle celebrazioni del partito appena eletto ( vMRO). Una insabbiatura senza mezzi termini che ha fatto scattare la mobilitazione.

Non appena queste intercettazioni sono state rese note, una folla arrabbiata si è riversata in strada nel pomeriggio, ingrossandosi fino a contare circa 5 mila persone, gridando “assassini, assassini” e muovendosi verso il Parlamento, puntualmente transennato.

L’accumulo di rabbia ha portato poi in serata quando un nutrito gruppo di dimostranti ha tentato di superare le transenne, lanciando svariati oggetti contro le forze dell’ordine schierate. La risposta poliziesca non si è fatta attendere ed è stata particolarmente cruenta, tra uso di idranti, fumogeni, e infine con delle cariche durante le quali sono state fermate una ventina di persone.

Non tutto è andato liscio durante gli attimi di concitazione per quanto riguarda l’operato delle forze repressive e la tenuta in generale della credibilità governativa: di fatto è accertato che diversi ufficiali di polizia abbiano lasciato il posto per andare ad ingrossare le fila dei manifestanti.
Un episodio di rabbia dunque che pare non essere circoscrivibile alla giornata di ieri, a partire dalle manovre istituzionali di denuncia da parte dell’opposizione, ma che vede anche una insofferenza di massa pronta a riaffacciarsi e a non rinunciare allo scontro, a fronte di una violenza poliziesca sempre più indigesta.

 

 

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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