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Madrid mostra i muscoli: arresti illustri e destituzioni in vista nei vertici catalani

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Lo Stato spagnolo gioca le sue carte dopo l’1-0 con cui la Catalogna ha sancito la sua volontà di indipendenza effettiva dalla monarchia di Madrid.

Lo fa tramite la giudice dell’Assemblea Nazionale Carmen Lamela, una tra le più fedeli del sovranismo spagnolo, che ha emesso ordini di arresto per il presidente dell’Assemblea Nazionale Catalana Jordi Sanchez e per Jordi Cuixart dell’associazione Omnium, promotrice della lingua e della cultura catalane.

Da Madrid non si nasconde niente per far capire che si tratta di arresti politici. Una ripicca che cade in tempo record per mostrare i muscoli ricordando chi è il padre-padrone. I due sono stati arrestati per aver indotto e incitato alla protesta contro gli arresti dei funzionari della Generalit lo scorso 20-S, il cui riverbero sarebbe servito a lanciare una giornata di referendum straordinaria in tutta la Catalogna.

Un affronto, secondo la giudice, che non poteva essere non punito. Due arresti illustri ed esemplari dunque, da una giudice peraltro insignita da poco (il 2 Ottobre) della medaglia al valore da parte della corona spagnola, e antecedentemente ricordata per altre onorificenze avute dalla Policia Nacional dopo aver difeso questa in occasioni di forti retate repressive in Navarra contro le rivendicazioni politiche basche.

Una giudice alquanto schierata, potremmo dire, oltreche’ essere stata parlamentare con il PSOE. Da Barcellona si alza il coro sdegnato degli indipendentisti, mentre Rajoy tenta l’escalation cercando di sostituire tutti i numeri uno delle forze dell’ordine e degli enti di sicurezza catalani: si partirà da Forn, membro degli Interni, al direttore dei Mossos d’Esquadra, a quello della Protezione Civile.

Si attende ora una risposta di Puigdemont alla forzatura di Madrid, dopo la non-risposta del presidente della Generalitat sul fatto che il 10 ottobre avesse o meno dichiarato l’indipendenza. Puigdemont ha chiesto un improbabile dialogo franco di due mesi a Rajoy, nonchè lo stop alla repressione nei confronti della popolazione catalana.

Madrid però non vuole patti: vuole cancellare una sensazione di ingovernabilita’ che la assilla e pungola anche l’Europa. L’escalation è in corso ancor prima dell’applicazione dell’articolo 155. Sta ora alle piazze e al movimento sociale catalano dettare le sue ragioni e vedere da quali altre comunità verranno segnali di acclamato rifiuto alle politiche del governo centrale.

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