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Palestina, i coloni attaccano volontari internazionali: feriti tre italiani

Un nuovo attacco dei coloni israeliani ha colpito la comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, nella Cisgiordania occupata.

di Moira Amargi, da L’Indipendente

Questa volta a subire le conseguenze delle violenze che quotidianamente colpiscono i villaggi e le comunità palestinesi sono stati 4 attivisti internazionali, di cui tre italiani e una cittadina canadese. Gli attivisti italiani fanno parte della campagna Faz3a, iniziativa palestinese attiva in Cisgiordania. Una decina, i coloni mascherati che hanno fatto irruzione all’alba nella casa dove dormivano, picchiandoli con bastoni e rubando i loro oggetti personali, tra cui i passaporti e i telefoni. Alcuni coloni erano armati con fucili. «Quando sono arrivati hanno puntato le torce dentro la casa dicendo che erano dell’esercito», testimonia a L’Indipendente uno degli attivisti del gruppo. «Sapevano che c’erano internazionali lì dentro». «Li hanno picchiati anche con i calci dei fucili, li hanno ripetutamente colpiti sulle costolein faccianelle parti geniali. Un vero e proprio attacco squadrista», continua l’attivista, anche lui italiano. Tutti e quattro gli attivisti sono stati successivamente portati in ospedale a Gerico a causa delle ferite subite, e poi dimessi.

«Sicuramente questo attacco cambia il livello di escalation che i coloni hanno anche con gli internazionali, oltre alle già gravissime violenze che quotidianamente compiono contro i palestinesi». Le violenze dei coloni si stanno intensificando, e la comunità di Ein al-Duyuk ne è testimone: negli ultimi due mesi le famiglie residenti si sono viste rubare quasi duecento pecore e galline, e i coloni, provenienti da uno degli avamposti illegali che stanno prolificando in Cisgiordania dal 7 di ottobre, hanno assaltato ripetutamente la comunità, danneggiando pannelli solari, macchine, e abitazioni. «Venivano di giorno e di notte a disturbareminacciareattaccare gli abitanti del villaggio», testimonia ancora l’attivista, che ha passato alcuni giorni nella comunità prima della recente aggressione. «Il loro obiettivo è chiaro: terrorizzare i palestinesi per spingerli ad abbandonare le loro terre sulle quali vivono da sempre», conclude.

La valle del Giordano, dove si situa il villaggio, è uno dei territori più colpiti dalla pulizia etnica in corso in West Bank; il territorio, che costituisce quasi il 30% della Cisgiordania, è categorizzato “area C”, ossia sotto controllo completo israeliano. Il villaggio di Ein al-Duyuk tuttavia è zona A, ossia – teoricamente – sotto il pieno controllo dell’Autorità palestinese. Ma Tel Aviv non ha mai rispettato queste categorie amministrative. Da decenni Israele si impegna nel rendere invivibile la zona, con l’obiettivo di costringere i palestinesi ad abbandonarla. Centinaia di ettari sono stati classificati come “zone naturali protette”, o “aree militari”, vietando l’accesso ai pastori e agli agricoltori palestinesi e minando il sostentamento dei villaggi. Ma la repressione negli ultimi due anni sta aumentando, e l’impunità dei coloni, connessa con numerosi ordini di demolizione di case nella zona, hanno costretto decine di comunità beduine a lasciare l’area.

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