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Portogallo: il no all’austerity nell’anniversario della caduta di Salazar

Decine di migliaia di persone hanno sfilato sul viale della Libertà di Lisbona per il trentanovesimo anniversario dalla caduta del regime di Salazar, ma assieme ai vecchi canti di lotta per le strade della capitale echeggiavano anche slogan contro la Troika e il governo di centro-destra che ha applicato fedelmente le misure di austerity da essa richieste.

Sono passati quasi due anni dal ‘piano di salvataggio’ da 78 miliardi varato da Fmi e Ue nel 2011 e dalla conseguente stretta ai conti portoghesi da parte del governo che ha portato alla peggiore recessione degli ultimi 40 anni con tassi di disoccupazione altissimi, tagli agli stipendi e aumenti delle tasse e il fronte della protesta contro le politiche del primo ministro Coelho continua ad allargarsi sempre più. In questo contesto non è la prima volta che la memoria della resistenza al regime fascista si lega simbolicamente con l’attuale lotta all’impoverimento e alle misure di austerity.

Molte le persone – tra cui anche alcuni esponenti politici – che hanno scelto di disertare la cerimonia istituzionale in segno di protesta contro le politiche del governo, decidendo invece di prendere parte al grande corteo che ha attraversato la capitale.

Dalla manifestazione di ieri si è levata forte la richiesta di dimissioni del governo, anche se Coelho continua a rifiutare la possibilità di nuove elezioni e invita i partiti a fare fronte comune sull’austerity fino al prossimo anno, data nella quale la Troika dovrebbe allentare la pressione sul Portogallo. Ma la fantomatica ‘ripresa’ tarda ormai da troppo tempo a manifestarsi nel paese, dove invece si sentono ancora con forza gli effetti dei tagli, e la pressione e l’ostilità nei confronti del governo continua ad allargarsi.

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