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Siria: il venerdì della collera per i bambini liberi

Solo nello scorso fine settimana sono morti 7 bambini dai 4 ai 12 anni sotto i colpi letali della polizia del regime. Con la diffusione del video dell’autopsia di Hamza la collera è montata e la piazza, tra cui anche molti bambini con ramoscelli di ulivo tra le mani, torna ad alzare la protesta contro il regime.

Tra il 31 maggio e il 3 giugno si è riunito ad Antalya, in Turchia, la Conferenza Siriana per il Cambiamento che ha riunito tutte le componenti dell’opposizione siriana in esilio che in un documento finale hanno dichiarato la volontà unitaria di lavorare per la fine dell’oppressione e aprire la Siria sulla via della libertà e della democrazia, considerando come indiscutibile primo obiettivo da raggiungere le dimissioni del presidente Assad. La conferenza degli esuli ha appoggiato esplicitamente il movimento rivoluzionario siriano che in queste ore grida per le strade di molte città e paesi della Siria: “Ora Basta! Nessun dialogo fino a quando il regime non sarà rovesciato!”. Nonostante il blocco totale di internet (che replica il gesto di Mubarak durante le giornate della collera egiziana) le informazioni di quanto sta accadendo nel paese arabo riescono ad aggirare la censura e a superare le frontiere della Siria.

Un militante del coordinamento dei comitati locali riesce a twittare con una certa ironia che “non c’è internet oggi in Siria, ma nel 2011non ci sono dittatori al mondo che possono impedire alle informazioni di uscire fuori!”. E così il venerdì della collera siriana, il venerdì dei bambini liberi, riesce a comunicare con il mondo facendo risuonare l’eco degli slogan della protesta: “il popolo vuole la caduta del regime”, “uno, uno uno, il popolo Siriano è unito!”.

La polizia ha represso duramente e l’esercito ha sparato sui manifestanti di Maraat elNuman, Idlib, Qamishli, Hama, Jdaidet Artouz, mentre a Rastan e a Talbishen continua lo stato d’assedio e le incursioni assassine della polizia. Insomma si parla di almeno 40 città (compreso il cuore del movimento Daraa) e villaggi in rivolta che stanno portando nelle piazze e nelle strade della Siria decine e decine di migliaia di manifestanti. Fucilate anche a Damasco sulla folla in collera.

Un venerdì di indignazione, lotta e coraggio che sembra non finire più… solo ora abbiamo ricevuto la notizia che tante altre città sono percorse in questi minuti da manifestazioni di solidarietà contro la repressione e gli assedi.

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