InfoAut
Immagine di copertina per il post

Sri Lanka: esercito spara sulla folla che protesta contro inquinamento

Almeno tre persone (ma alcune fonti parlano di sei) sono state uccise il primo agosto scorso quando l’esercito ha sparato per disperdere una folla di circa 5 mila dimostranti nella cittadina di Weliweriya. I residenti protestavano contro una fabbrica accusata di inquinare l’acquedotto locale. Tra le vittime c’é anche uno studente di 17 anni.

 

Secondo diverse testimonianze raccolte dalla stampa locale, i militari hanno aperto il fuoco sui manifestanti, comprese le donne e i monaci buddisti che avevano preso parte al corteo pacifico. Hanno anche aggredito i giornalisti locali e impedito loro fotografare o filmare la brutale repressione. Hanno perfino sparato contro alcuni che si erano rifugiati in una chiesa. L’esercito, intervenuto su richiesta della polizia locale, ha detto che nel corteo si erano infiltrati ”elementi pericolosi armati di bottiglie incendiarie” e che quindi é stato necessario intervenire con la forza. Un portavoce ha aggiunto che anche cinque militari sono stati feriti.

Il generale Daya Ratnayake, durante il suo discorso di investitura a capo delle forze armate, ha annunciato l’avvio di un’indagine interna affidandone però il compito all’ex generale Jagath Dias, un veterano della guerra contro i ribelli tamil e sospettato di violazioni durante l’ultima fase dell’offensiva del 2009 nel nord est dell’isola che portò al massacro di migliaia di guerriglieri.

tratto da Contropiano

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

sri lanka

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sudafrica: migliaia di migranti in fuga dalla violenza xenofoba di “March and March”. Le valutazioni di Alberto Magnani

In SudAfrica numerose attività commerciali chiuse e polizia dispiegata per le strade a seguito di manifestazioni anti-migranti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

SRI LANKA: MIGLIAIA DI MANIFESTANTI OCCUPANO IL PALAZZO PRESIDENZIALE. PRESIDENTE RAJAPAKSA IN FUGA

Migliaia di manifestanti hanno fatto irruzione nella residenza presidenziale a Colombo, capitale dello Sri Lanka, mettendo in fuga il presidente Gotabaya Rajapaksa, da mesi nel mirino di grandi mobilitazioni di piazza in tutto il paese contro carovita e governo. “Il presidente Rajapaksa è stato scortato in un luogo sicuro”, hanno fatto sapere fonti della Difesa […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sri Lanka: le mobilitazioni di piazza, le dimissioni di Mahinda e le prospettive

Cosa succede in Sri Lanka? Un mese di mobilitazioni di massa che hanno portato alle dimissioni del Primo Ministro Mahinda Rajapaksa, l’acuirsi di una crisi economica che, tra le sue cause, ha anche la guerra in Ucraina, l’incertezza per quello che sarà il futuro del Paese. Abbiamo provato a sbrogliare la matassa, cercando le origini della […]