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USA: incidenti agli eventi BLM a Portland, Seattle e altre diverse città

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Il sabato sera è stato segnato in diverse città statunitensi da nuovi scontri, a volte violenti, tra polizia e manifestanti che protestavano contro il razzismo e il dispiegamento di agenti federali ordinato da Donald Trump.

Un’altra notte movimentata sabato 26 settembre nel centro di Portland, in Oregon, si è conclusa con diversi arresti. Centinaia di persone aveva invaso il parco e l’area intorno al palazzo di giustizia e alla corte federale degli Stati Uniti, per denunciare il razzismo e la violenza della polizia quando le autorità hanno dichiarato la loro manifestazione un raduno illegale.

La polizia ha usato gas lacrimogeni e spray al pepe per disperdere i manifestanti, molti dei quali sono stati arrestati da agenti federali dopo aver cercato di abbattere una recinzione eretta intorno al tribunale. Ordinato dal presidente Trump, che sta affrontando una battaglia sempre più difficile per la rielezione e fa campagna sul tema “legge e ordine”, l’invio di agenti della polizia federale ha giustamente acceso le fiamme della protesta e come se non bastasse in numerosi video pubblicati sui social network, questi “agenti”, vestiti con uniformi paramilitari e senza distintivi di identificazione, vengono visti con veicoli non contrassegnati fermare i manifestanti e portarli via.

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Quest’altra notte di violenza è arrivata qualche ora dopo una controdimostrazione da parte di attivisti di destra. La polizia aveva però intercettato un furgone con la targa mascherata. Hanno sequestrato armi da fuoco, pistole da paintball, mazze da baseball e scudi dall’interno del veicolo.

 

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