InfoAut
Immagine di copertina per il post

USA: scontri a Portland durante un tentativo di deportazione

||||

Decine di manifestanti hanno occupato una strada a Portland, in Oregon, circondata da barriere di fortuna, nel tentativo di evitare che una famiglia nera e indigena venga sfrattata dalla casa in cui vive da 65 anni.

La casa, nota come la Casa Rossa, si trova in un quartiere residenziale storicamente nero. È stata teatro di proteste per diversi mesi, dopo che un giudice ha autorizzato lo sfratto della famiglia Kinney a settembre.
Ma la situazione ha preso il sopravvento martedì mattina presto, quando Michael “Philo” Kinney, che attualmente vive nella casa, ha detto di essere stato svegliato dagli agenti delle forze dell’ordine con un ariete sulla porta.

Kinney ha detto al Guardian che è stato accusato di violazione di domicilio e trattenuto dalla polizia per diverse ore. Ma quando è tornato, i manifestanti avevano già allontanato le forze dell’ordine dalla casa.

Nei video condivisi sui social media, martedì si possono vedere i manifestanti che urlano alla polizia di lasciare la zona.

Kinney ha spiegato che per lui la sua lotta va oltre la protezione della sua famiglia, che non si limita a proteggere la sua famiglia da una pandemia e che una moratoria di sfratto in tutto lo Stato è una lotta contro il razzismo sistemico e la gentrificazione che va avanti da anni.

Martedì sera, il sindaco di Portland, Ted Wheeler, ha twittato che “autorizza la polizia di Portland a usare tutti i mezzi legali per porre fine all’occupazione illegale di North Mississippi Avenue e per ritenere responsabili coloro che violano le leggi della nostra comunità”, dichiarando in oltre che non vi sarà mai una zona autonoma a Portland.

Wheeler ha riconosciuto il razzismo che sta dietro a molti “sistemi e strutture” del paese e la riforma necessaria, ma ha detto che in questa situazione “c’è stato un lungo e approfondito procedimento giudiziario che ha portato all’ordine di un giudice legittimo di sfrattare le persone che occupano illegalmente una casa”.

Secondo il sito web Red House On Mississippi, la casa è stata costruita nel 1896 ed è oggi considerata la più antica casa del quartiere.

Portland sfratto 2

Dopo averla acquistata nel 1955, la famiglia Kinney ha chiesto un prestito ipotecando la casa all’inizio del 2000, che Julie Metcalf Kinney, la madre di Michael “Philo” Kinney, ha descritto durante una conferenza stampa di mercoledì come un “prestito predatorio”. Il prestito è stato trasferito più volte tra le società, e nel 2018 Clear Recon Corporation ha avviato il processo di pignoramento della casa.

Secondo i registri immobiliari della contea di Multnomah, Oregon, la casa è attualmente di proprietà della Urban Housing Development LLC, una società di costruzioni di Portland.

A novembre, dopo una serie di battaglie legali fallite, la famiglia ha presentato una richiesta formale alla Corte Suprema degli Stati Uniti per esaminare il caso. La risposta della corte è prevista entro il 23 dicembre.

La casa oggi è circondata da attività commerciali e condomini, e Julie Metcalf Kinney ha detto di ricordare di aver visto sgomberare quelli che erano nel quartiere quando stava crescendo i suoi figli.

Coya Crespin, un organizzatore della Casa Rossa e  della Community Alliance of Tenants, ha detto durante la conferenza stampa del mercoledì che stavano assistendo alla gentrificazione del quartiere, ha riferito: “In tutta la nazione, questo sta accadendo alle famiglie e ci rifiutiamo di stare a guardare mentre i nostri funzionari eletti fingono di ignorare e permettono alla polizia, che è pagata per proteggerci e servirci, di continuare ad eseguire lo sfratto”.

Il capo della polizia di Portland, Chuck Lovell, ha detto in una dichiarazione di mercoledì che sono molto preoccupati per la situazione, ma vogliono trovare una soluzione pacifica.
Questa non è la prima città del nord-ovest del Pacifico ad avere una zona occupata. Seattle è stata sede di una zona occupata nota come Capitol Hill Organized Protest, o “Chop”, per circa due mesi durante l’estate. E’ emersa organicamente in seguito a una serie di pericolosi scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine durante le marce contro la brutalità della polizia scatenata dall’uccisione di George Floyd, un afroamericano, da parte di un poliziotto bianco, a Minneapolis in maggio.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

PORTLANDrazzismosfrattoZONA AUTONOMA SEATTLE

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli USA bombardano l’isola di Kharg dopo i voli spia di un drone di Sigonella

Raid aereo delle forze aeree USA contro l’isola di Kharg, terminal petrolifero offshore iraniano. Stanotte il presidente Donald Trump ha dato l’ordine al Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (Centcom) di colpire massicciamente le infrastrutture militari ospitate nell’isola da cui viene esportato quasi il 90% del petrolio dell’Iran.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Si riaccende il fronte tra Pakistan e Afghanistan

Tra il 26 febbraio e il 2 marzo sono avvenuti raid pakistani contro l’Afghanistan riaprendo il fronte tra i due Paesi, la guerra tra i due paesi è ancora in corso, e ancora non si hanno previsioni su una fine certa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

USA: Minneapolis sotto tiro. L’ICE spara ancora e uccide

Un altro morto a Minneapolis: nuovo omicidio da parte degli agenti dell’ICE. Bambini arrestati e piazze sotto attacco

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Rabbia delle periferie tra razzismo, proletariato bianco e stigmatizzazione dei “maranza”. Intervista ad Houria Bouteldja

Con la sua analisi provocatoria, la studiosa e militante antirazzista franco-algerina Houria Bouteldja ripercorre la storia della sinistra francese ed europea per spiegare come superare la cosiddetta “guerra tra poveri”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bologna: “Show Israel the Red Card”. Il 21 novembre la manifestazione contro la partita di basket Virtus-Maccabi Tel Aviv

Venerdì 21 novembre a Bologna è prevista la partita di basket di Eurolega tra Virtus e Maccabi Tel Aviv, la cui curva è nota per le sue idee suprematiste e razziste.

Immagine di copertina per il post
Contributi

…Sorpresa!

Sono le tre di mattina, il 15 ottobre, quando a Castel D’Azzano, sud di Verona, decine di carabinieri irrompono in una cascina abitata da due fratelli e una sorella.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

(Post)fascisti per Israele

Il giustificazionismo delle destre nei confronti del genocidio che Israele sta perpetrando a Gaza smaschera qualcosa di più profondo: il razzismo e l’apartheid sono dispositivi strutturali del capitalismo.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Piacenza: aggressione fascista per “Ripulire la città dagli stranieri”. Manifestazione antifascista mercoledì 2 giugno

A Piacenza, nella notte tra il 25 e il 26 giugno, un gruppo di fascisti di CasaPound e affini ha aggredito alcuni passanti, tra cui diversi minorenni.

Immagine di copertina per il post
Traduzioni

Trump, suprematismo bianco e capitalismo: I nemici della liberazione nera

Pubblichiamo di seguito la traduzione di un articolo di Liberation News: Le comunità nere sopportano il peso del capitalismo La classe lavoratrice sta affrontando un periodo di grave instabilità – sfidando la gestione dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, salari stagnanti o addirittura in calo e un futuro sempre più incerto. Come spesso […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Comunicato degli studenti e studentesse romane a seguito del corteo per Ramy

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato degli studenti e delle studentesse che a Roma sono scese in piazza per Ramy, originariamente pubblicato dal collettivo Zaum in risposta alle dichiarazioni di media e politici.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

RBO al Festival Alta Felicità – In dialogo con Louisa Yousfi

Il termine “Barbari” viene utilizzato da Louisa Yousfi nel suo libro “Rester barbares” allo scopo di mettere in luce una trappola: da una parte il paradigma del razzismo proclamato, quello dell’estrema destra che definisce barbari i soggetti razzializzati e dall’altro lato il razzismo integrazionista, quello per cui occorre essere dei “buoni selvaggi”educati per essere all’altezza dei bianchi.