InfoAut
Immagine di copertina per il post

Venezuela: ancora un’aggressione imperialista made in USA

Trump ha dichiarato che “Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie”. 

Questa notte Caracas si è svegliata sotto le bombe dell’ennesima guerra statunitense. Almeno sette le esplosioni avvertite nella capitale venezuelana, ma attacchi sono avvenuti in tutto il paese. Colpita l’Accademia Militare di Mamo, a La Guaira, a 40 chilometri dalla capitale. Altre zone attaccate includono la base aerea La Carlota e l’aeroporto di Higuerote. Sarebbe stata bombardata anche la residenza del Ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez e secondo quanto riporta il Presidente della Colombia Gustavo Petro gli attacchi non hanno risparmiato il Parlamento di Caracas ed il mausoleo di Hugo Chávez. L’attacco avrebbe coinvolto anche forze di terra ed elicotteri militari.

Maduro prima di essere catturato avrebbe autorizzato la lotta armata contro l’aggressione imperialista dispiegando diverse forze militari nelle strade di Caracas a protezione del Parlamento. Sembra che la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodriguez, invece sia al sicuro.

L’operazione da quanto si apprende dai media sarebbe stata programmata da diverse settimane e rinviata a causa delle condizioni metereologiche. L’attacco è avvenuto al di fuori di ogni norma del diritto internazionale, con la scusa prima della “guerra al narcotraffico“, poi della presenza di Hezbollah ed Hamas in Venezuela. In realtà come spiegavamo qui “La riorganizzazione della catena mondiale del valore e le crisi sociali interne agli Stati Uniti richiedono una politica estera che possa assicurare, almeno per qualche anno, la continuazione dell’egemonia statunitense attraverso il saccheggio materiale ed il disciplinamento politico di quelle che dalle parti della Casa Bianca sono considerate sin dal 1823 le periferie dell’Impero, e  soprattutto di quelle che detengono risorse critiche e possibilità di riarticolazione politica.”

Ci si può facilmente immaginare che a questo attacco, se effettivamente avrà successo imponendo un regime change, seguiranno politiche ed azioni militari atte ad espandere il disciplinamento agli interessi statunitensi in tutto il continente.


Di seguito il servizio di Radio Onda d’Urto sull’attacco:

Attacco militare Usa contro il Venezuela. Nelle prime ore di sabato 3 gennaio 2026 raid di Washington hanno squarciato il cielo di Caracas e di altre regioni del Paese caraibico, al centro ormai dall’estate 2025 delle mire espansionistiche di Trump, con continui attacchi nei mari antistanti il Venezuela (e un centinaio di vittime), che la Casa Bianca ha genericamente definito come (presunti) “narcotrafficanti”.

Ora l’accelerazione bellica anche dentro il territorio venezuelano, con attacchi che colpiscono infrastrutture militari in particolare attorno e dentro Caracas, oltre a zone fortemente simboliche – e senza nessun risvolto militare – del potere bolivariano, come il Parlamento e il Mausoleo dove riposano le spoglie di Hugo Chavez.

In una nota, Maduro ha parlato di “gravissima aggressione militare Usa” in “siti civili e militari nella città di Caracas, capitale della Repubblica, e negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira”Sempre secondo la dichiarazione riportata da Tele Sur, “lo scopo dell’aggressione è l’appropriazione delle risorse strategiche del Venezuela… attivata l’immediata transizione alla lotta armata”.

In realtà, la risposta armata venezuelana non c’è stata, di fronte ai raid Usa, condotti anche con aerei a bassa quota.

Un’ora dopo il comunicato di Maduro, il presidente Usa Trump ha annunciato di avere rapito “Maduro e la moglie”, portandoli fuori dal Venezuela (dove, non si sa). “Abbiamo condotto con successo un attacco su larga scala in Venezuela..seguiranno dettagli, oggi alle ore 11:00 (le ore 18 in Italia, ndRodu) si terrà una conferenza stampa a Mar-a-Lago”.

Su Radio Onda d’Urto un primo commento (ore 10 del mattino) con Andrea Muratore, analista di scenari geopolitici e collaboratore di Inside Over.  Ascolta o scarica

ITALIA – In Italia, Rete dei Comunisti, Osa e Cambiare Rotta annunciano per lunedì 5 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale “contro l’aggressione militare Usa al Venezuela e con i popoli della Repubblica Bolivariana”. Qui il comunicato, diffuso da Contropiano.or

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

caracasimperialismoregime changestati unititrumpvenezuela

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla: emergono gravi violenze contro attivisti e attiviste rapiti, due di loro traferiti nelle carceri israeliane

73 attivisti e attiviste sono in Grecia in attesa di essere rimpatriati nei rispettivi paesi. In realtà “quelli con passaporto dei paesi Schengen potranno anche decidere di restare in Grecia”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottiglia sotto attacco! Mobilitiamoci insieme!

Questa notte la Global Sumud Flottiglia è stata attaccata dalla marina israeliana a più di 900 Km dalle coste di Gaza. Le barche sono state assaltate dai motoscafi dell’IDF e le persone a bordo arrestate.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Terzo giorno di navigazione sulla Flottila

Un messaggio video arriva da Simone del Gruppo Autonomo Portuali dal terzo giorno di navigazione verso Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salpa la Flottilla da Augusta! Buon vento!

Ieri la partenza dal porto di Augusta oltre 60 imbarcazioni di nuovo verso Gaza. Riceviamo un video da parte di Simone del Gruppo Autonomo Portuali che ricorda l’attualità dei valori della resistenza e la necessità della lotta contro sionismo, colonialismo e imperialismo, in occasione del 25 aprile. Intanto le navi della flottilla sono partite per […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Usa: un altro tassello versole deportazioni di massa con i licenziamenti ai giudici dell’immigrazione

bbiamo chiesto a Giovanna Branca, giornalista freelance e coautrice del podcast sindrome americana, un commento a partire dal suo articolo uscito il 26 Aprile per il manifesto sui licenziamenti di massa nel settore della giustizia avvenuti durante l’amministrazione Trump. Da Radio Blackout In particolare, sono stati colpiti i e le giudici non allineati alla strategia […]

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Make America Great Again”: il sogno è diventato un incubo

Trump sembra sia riuscito a trasformare il sogno Maga in un pantano, e molti dei sostenitori di quel progetto iniziano a prendere le distanze seriamente messi di fronte al fallimento e all’incoerenza del presidente.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 2

Mencius Moldbug è lo pseudonimo di Curtis Guy Yarvin, un informatico, teorico politico e blogger statunitense. È il fondatore di Urbit finanziato tra gli altri da Peter Thiel stesso, oltreché essere un suo grande mentore (come il CEO di Palantir lo è di JD Vance).

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Trump pianifica il vertice internazionale anti-antifà

Gli Stati Uniti stanno organizzando una conferenza contro “Antifa”. È probabile che all’ordine del giorno ci sia anche la questione dell’inserimento del gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE. L’Ungheria e l’AfD si stanno preparando ad agire. Non è chiaro se il governo tedesco parteciperà al congresso anti-Antifa indetto da Trump; negli ultimi mesi, le sue risposte alle richieste di informazioni dell’AfD sull’argomento sono state vaghe.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Quale tregua tra Stati Uniti e Iran?

In queste ore è iniziato il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Se di tregua si può parlare.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Apocalisse imperiale?

Dopo l’estrema minaccia che ha fatto pensare a un attacco nucleare Trump si ritira. Il passo indietro del presidente americano è di portata storica: un colpo per la credibilità dell’american dream. Da vedere quanto durerà. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!