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Aggiornamento sulle condizioni di Giorgio e precisazioni sui fatti precedenti l’incidente

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Cogliamo l’occasione per ringraziare quanti hanno manifestato vicinanza e preoccupazione per Giorgio, e per ricostruire meglio alcune cose fondamentali in merito ai fatti precedenti l’incidente.

Innanzitutto troviamo ignobili gli articoli e le ricostruzioni che sono state fatte quando abbiamo dato notizia del ricovero di Giorgio.

Solerti giornalisti, magari imboccati da qualche agente della D.I.G.O.S (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali), non si sono limitati a ricostruire i fatti ma hanno costruito un quadro narrativo dove Giorgio ne usciva come uno senza patente, che ha fatto un incidente, gli hanno sequestrato il mezzo e verrà denunciato.

Repubblica

Sul Movimento Notav da molto tempo è in corso una vera e propria persecuzione, volta a colpire i singoli appartenenti al Movimento nelle libertà di movimento e libertà personali.

Ci viene da pensare che su Giorgio ci sia quasi, da parte del Questore Messina, un qualcosa di simile all’ossessione … Infatti ad ogni iniziativa al cantiere Messina fa riportare sui giornali la presenza di Giorgio e tra i vari provvedimenti che ha emanato (tutti preventivi, quindi senza un giudice che abbia mai deciso) c’è anche quello della revoca della patente per mancanza di requisiti morali.

Un provvedimento assurdo, preso in combutta con, agenti Digos stufi di passare le domeniche al cantiere, e il prefetto Saccone che si è preso la briga di firmare la sospensione della patente.

Trattato come un criminale, con disposizioni di legge che vengono applicate ai mafiosi, Giorgio si è visto impossibilitato a muoversi per lavorare (fa il giardiniere e lavora in varie zone del Piemonte) per lo sfizio di chi si crede l’ultimo baluardo di difesa del cantiere/bancomat Tav e non accetta un’insubordinazione palese e continua come quella dei notav.

Giorgio in particolare non ha mai accettato questo provvedimento e ha continuato a spostarsi con i mezzi a sua disposizione, perché lavora a Piossasco (dove ha la famiglia), abita a Bussoleno e firma quotidianamente alla caserma dei Carabinieri di Susa.

Ha sfidato i divieti senza clamore, con la tranquillità di chi sa di essere dalla parte della ragione e della necessità di doversi spostare attraverso mezzi privati.

Da qui è nata una vera e propria task force della digos (Divisione Investigazioni Generali e OPERAZIONI SPECIALI) che ha fatto veri e propri agguati a Giorgio per sequestrargli ogni mezzo che guidava, dalla sua macchina al furgone della ditta di famiglia.

Sarà che il questore si è immedesimato troppo nella figura dello storico commissario Ugo Moretti, quello del celebre film Torino Violenta, e i suoi agenti hanno dato vita ad brillanti OPERAZIONI SPECIALI (come da sigla) per chi guarda troppa tv anche dalle parti della questura evidentemente, che hanno visto l’apice il venerdì precedente all’incidente, con due auto in borghese appostate fuori casa di Giorgio per impedirgli di andare a lavorare in furgone con suo nipote.

Questa operazione, che rimarrà negli annali delle OPERAZIONI SPECIALI, ha fatto sì che Giorgio abbia dovuto prendere lo scooter per muoversi e poi ha subito il grave incidente di cui è rimasto gravemente vittima.

Dobbiamo smentire i giornali anche su questo, visto che avevano scritto che il furgone era stato sequestrato in Valsusa (e invece a Piossasco) e non era stato notato da un agente della digos, come scritto, ma da un appostamento davanti a casa sua di più di due auto civetta.

Per noi chi è responsabile di questa persecuzione, ai soli fini di soddisfazione personale, ha una buona percentuale di responsabilità nelle condizioni di Giorgio, perché l’incidente è diretta conseguenza dei sequestri e dei blitz perpetrati nei giorni precedenti.

Poi nella dinamica altro non è che uno dei tanti incidenti che purtroppo capitano ai motociclisti, in questo caso causato da una macchina di un pensionato in una manovra molto azzardata.

Giorgio dall’ospedale ci tiene a far sapere che “Non accetterò mai la limitazione della mia libertà personale e quella di movimento. Possono scordarsi che io tra tre anni vada a scuola guida per riprendere la patente, visto il provvedimento. Le iniziative della questura mi danno lo stesso fastidio delle punture delle zanzare

Ci andrà parecchio tempo per vederlo in forma ma…è di buon umore e saluta tutte/i.

 

da notav.info

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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