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Extinction Rebellion sul nuovo decreto sicurezza: “Deriva autoritaria, è il momento di disobbedire”

Riceviamo e pubblichiamo volentieri..

Extinction Rebellion si unisce alle voci di dissenso sul nuovo decreto sicurezza, denunciando il restringimento dei diritti costituzionali e la legalizzazione di prassi degradanti che vengono portate avanti sempre più spesso negli ultimi anni.  “Una deriva autoritaria senza precedenti di fronte a cui la disobbedienza civile nonviolenta diventa un dovere morale”.

Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza, un provvedimento che introduce una serie di misure destinate a restringere in modo significativo il diritto al dissenso in Italia: dal fermo preventivo fino a 12 ore prima delle manifestazioni allo scudo penale per le forze di polizia, fino a nuove disposizioni che inaspriscono le pene per le persone migranti nei CPR e facilitano gli sgomberi degli spazi occupati.Extinction Rebellion denuncia quello che definisce “una deriva autoritaria senza precedenti: un decreto che regolarizza la violazione sistematica del diritto costituzionale a manifestare liberamente il proprio pensiero ed espone chiunque all’arbitrio delle forze dell’ordine, sotto indirizzo del governo. Un decreto  che legalizza pratiche che vengono già utilizzate illegittimamente dalla polizia e di fronte a cui la disobbedienza civile nonviolenta diventa un dovere morale”.

Il fermo preventivo anche senza condanna: quando lo Stato diventa accusa e giudice

Tra le principali novità del decreto vi è l’introduzione del fermo preventivo nell’ordinamento italiano. La norma rende legale l’accompagnamento e il trattenimento in Questura fino a 12 ore di persone con precedenti denunce o “segnalazioni di polizia” per reati contro il patrimonio o contro la persona prima di cortei e manifestazioni. Non è necessario essere stati processati o condannati: è sufficiente l’esistenza di precedenti denunce, anche se archiviate o ritenute infondate dalla magistratura. Extinction Rebellion sottolinea che tali denunce possono essere state originate dalle stesse forze di polizia, talvolta in modo strumentale per criminalizzare chi protesta e costruire un profilo “criminale”. “In questo modo la polizia, sotto indirizzo del governo, diventa l’organo che formula le accuse e che, senza l’intermediazione della magistratura, può poi utilizzare quelle stesse accuse per prelevare le persone dirette a una protesta e trattenerle fino a 12 ore”, afferma il movimento. “Si tratta di un gravissimo attacco alle libertà di movimento e di manifestazione, che di fatto regolarizza prassi illegittime già diffuse nelle Questure di tutta Italia per impedire lo svolgimento di manifestazioni pacifiche e criminalizzare i movimenti”.

Dall’abuso alla norma: pratiche illegittime ora legalizzate

Pratiche simili sono già state applicate in passato con Extinction Rebellion in diverse città, tra cui Roma, Bologna, Brescia, Padova e Venezia. In queste occasioni, manifestazioni nonviolente sono state interrotte o addirittura fatte saltare con l’uso della forza: centinaia di persone sono state fermate e trascinate malamente, caricate sugli autobus e trattenute nelle celle delle Questure per otto o dieci ore, nonostante avessero consegnato spontaneamente i documenti di identità (come previsto dalla legge). “Quello che oggi diventa legale con questo decreto, viene praticato illegittimamente dalle Questure di tutta Italia da anni. E ciò che accade una volta in Questura – durante i fermi – è a sua volta una prassi illegittima: perquisizioni corporali abusive e immotivate, rilievi biometrici e, prelievo di oggetti personali – compresi farmaci e telefoni – e impossibilità di comunicare con avvocati e familiari”, riporta il movimento. I fermi si concludono spesso con denunce per reati come manifestazione non preavvisata (art. 18 TULPS) o violenza privata (art. 610 c.p.) – a volte anche senza la manifestazione vi sia mai stata – e che vengono regolarmente archiviate dalla magistratura per assenza di reato. A queste si aggiunge spesso l’emissione di fogli di via fino a quattro anni, misura prevista dalla legge 159/2011 per reati gravi come quelli di mafia ma utilizzata regolarmente anche contro persone incensurate per allontanarle dalle città.

Negli ultimi anni Extinction Rebellion ha presentato e vinto ricorsi per l’annullamento di fogli di via illegittimi e ha denunciato le Questure di Bologna, Brescia e Roma per sequestro di persona, abuso d’ufficio e trattamenti degradanti nei confronti di attivisti. “La libertà non è mai garantita: va difesa ogni giorno”, afferma il movimento, richiamando una frase attribuita a Hannah Arendt. “La democrazia si difende contestando le leggi ingiuste: un fermo illegittimo, una denuncia pretestuosa, un foglio di via immotivato alla volta. Ed è ciò che continueremo a fare, a partire dal nuovo decreto sicurezza”.

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