InfoAut

Nicoletta: la mia evasione continua, nei luoghi e con i modi del conflitto di sempre, insieme al popolo NO TAV

Ed ecco che dalla pentola delle misure cautelari che la procura e il Tribunale di Torino hanno inflitto a piene mani nei confronti del movimento NO TAV e di altre realtà in lotta per dignità e diritti è uscito una mostruoso polpettone che sta debordando dappertutto ed investe gli stessi improvvidi cuochi.

Evidentemente i “procuratori con l’elmetto” hanno confezionato l’indigesta frittata ed ora, troppo tardi perciò inutilmente, il procuratore capo tenta di districare una situazione così spinosa da essere indistricabile.

Da parte loro i giudici rilevano le contraddizioni e se ne tirano fuori applicando ferreamente la legge.

Ma lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti. La verità sta altrove, tra chi testardamente continua a lottare perché non si chiudano gli orizzonti della giustizia e della speranza.

Dunque la mia evasione continua, nei luoghi e con i modi del conflitto di sempre, insieme al popolo NO TAV che si prepara a fronteggiare nuovi attacchi, ad innalzare altre barricate.

Bussoleno,22 dicembre 2016 Nicoletta Dosio

 

Qui sotto riporto la parte conclusiva dell’ordinanza con cui il Tribunale della Libertà di Torino respinge l’appello della Procura e mi riconferma i domiciliari.

“……………………..

Il PM definisce “innocuo” il “rituale” adottato dalla DOSIO nel dare risalto ai suoi spostamenti in violazione delle misure, pur però ricollegando la sua condotta ad una strategia propria della parte violenta del movimento, la “minoranza illegale”, secondo le stesse parole del PM, cui ella appartiene.

Il PM quindi, escluso che possa essere aggravata la misura nei confronti della DOSIO, propone come soluzione per porre fine alla situazione caratterizzata da una sequela di notizie di reato per evasione quella della revoca della misura, escludendo che si possa invece procedere ad aggravamento, per mancanza di esigenze cautelari anche non di eccezionale rilevanza.

Il themadecidendum non è comunque al momento come uscire da questa sorta di impasse derivante dal comportamento della DOSIO, ma se vi siano le condizioni per la revoca della misura a lei applicata o all’opposto per il suo mantenimento. La tematica dell’aggravamento della misura non risulta invece rilevante, non potendosi far derivare dalla possibilità o meno di aggravare la misura la decisione sulla sua revoca.

Sul punto si deve partire dalle esigenze cautelari ravvisate a suo tempo prima dal GIP, su richiesta del PM, e poi anche da questo Ufficio nel confermare l’ordinanza applicativa. Nella citata ordinanza del 8.7.2016 di questo TL si è rilevato in merito al pericolo di reiterazione, secondo quanto prima riportato, che la DOSIO, come anche esposto dal PM, è una militante estremamente attiva del movimento; la prevenuta aveva già varie denunce per reati commessi nell’ambito di manifestazioni NO TAV. Si è anche valorizzato proprio il suo annunciato rifiuto di sottostare alle misure cautelari a lei applicate come circostanza che ulteriormente confermava la sussistenza del pericolo di reiterazione.

A distanza di sei mesi dall’applicazione della prima, peraltro blanda, misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, la valutazione sulle esigenze cautelari non pare possa mutare. In questo lasso di tempo la DOSIO ha persistito nel suo atteggiamento di opposizione rispetto ai provvedimenti della AG e per quanto esposto dal PM è stata destinataria di una nuova denuncia per violazioni commesse il 4 e il 6 agosto 2016 nuovamente durante una manifestazione in Chiomonte presso il cantiere TAV.

Tale comportamento fa ritenere persistenti le esigenze cautelari; a differenza di quanto ritenuto dal PM, non pare che si possa scindere nel caso di specie la valutazione relativa alla sussistenza delle esigenze cautelari e quella relativa al rispetto della misura. Lo stesso atteggiamento che ha portato la DOSIO alla scelta di non ottemperare alle misure è quello che l’ha portata a concorrere nei reati a lei ascritti in questo procedimento. La prevenuta ritiene di poter mettere le proprie convinzioni al di sopra del rispetto delle norme e giustificabile la loro violazione in nome della causa del movimento cui appartiene, tanto da dare il massimo risalto alla violazione delle misure; tale atteggiamento fa ritenere probabile che la DOSIO, posta in condizioni analoghe a quelle in cui si è trovata il 28.6.2015, porrebbe in essere comportamenti analoghi. Del resto secondo una condivisibile pronuncia della Suprema Corte (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 44946 del 13/09/2016)  “in tema di misure cautelari personali, la sussistenza di un pericolo “attuale” di reiterazione del reato va esclusa qualora la condotta criminosa posta in essere si riveli del tutto sporadica ed occasionale, dovendo invece essere affermata qualora – all’esito di una valutazione prognostica fondata sulle modalità del fatto, sulla personalità del soggetto e sul contesto socio-ambientale in cui egli verrà a trovarsi, ove non sottoposto a misure – appaia probabile, anche se non imminente, la commissione di ulteriori reati”. La condotta posta in essere dalla DOSIO lungi dall’essere stata occasionale e sporadica è frutto di una scelta che trova origine in una determinazione illecita rimasta costante ed anzi forse rafforzatasi nei mesi recenti.

Se si può concordare con il PM in merito alla insussistenza delle esigenze di cui alla lettera a) ma anche b) dell’art. 274 c.p.p., stante che la DOSIO si preoccupa di pubblicizzare i suoi spostamenti anche preventivamente, si ritiene invece non condivisibile la sua prospettazione quanto all’assenza del pericolo di reiterazione.

Dato che non viene posto in dubbio che sussistano gravi indizi di colpevolezza, su cui del resto in presenza del rinvio a giudizio non vi è motivo di argomentare ulteriormente, ne risulta che permangono le ragioni a suo tempo poste a sostegno della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria poi aggravata in seguito all’inottemperanza da parte della DOSIO.

Per quanto esposto, l’istanza di revoca del PM deve essere respinta e va confermata l’ordinanza impugnata.

PQM

 

Visto l’art. 310 c.p.p.

conferma l’ordinanza impugnata

Così deciso in Torino all’esito dell’udienza del 20 dicembre 2016

Il Presidente

Dott. Daniela COLPO

Il Giudice Est.

Dott. Marta STERPOS

Leggi da notav.info:

Respinta la strategia di Spataro, Nicoletta crea un cortocircuito tra magistrati

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Torino è partigiana, Vannacci torna a casa!

L’ex generale contestato oggi da centinaia di persone a Torino. Di seguito il comunicato congiunto di diverse realtà sociali torinesi che hanno partecipato alla mobilitazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’invasione barbarica dei data center a Torino e provincia

Quando il calcolo diventa bersaglio militare. L’impatto economico, ecologico e militare delle cattedrali digitali sul territorio piemontese. L’impatto dei mega data center sul sistema territoriale torinese: speculazione infrastrutturale, reti di produzione energetica rinnovabile, sistemi di accumulo energetico BESS e profili di rischio dual-use

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Anatomia di un furto: noi e Navier-Stokes

In data 8 settembre, sul blog dell’azienda di intelligenza artificiale OpenAI è comparso un post il quale sostiene che un modello di IA generativa non disponibile al pubblico – ed evidentemente più potente del loro ultimo modello: GPT-6 Astra – abbia risolto le equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette problemi del millennio.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Organizzare la lotta contro la guerra sui territori: pratiche, idee e strumenti dall’esperienza del Movimento No Base

Proponiamo un contributo sugli strumenti messi in campo a partire dalla lotta del Movimento No Base, per costruire un movimento popolare antimilitarista e per far fronte alla complessità dei territori investiti dalle infrastrutture di guerra.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: a Taranto 2500 licenziamenti per indotto Ex-Ilva. Sciopero e blocchi stradali

A Taranto sono ripartite le 2.500 lettere di licenziamento per chi è impiegato nell’indotto ex Ilva e così riparte anche la mobilitazione. Usb e confederali hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato, fino alle 7 di domattina, con blocchi su alcune strade provinciali.

Immagine di copertina per il post
Culture

UNIVERSITÀ POPOLARE T28

Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano)

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“Vietato contestare il Salone dell’auto”: la Questura vieta la biciclettata cittadina nel centro di Torino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato di Extinction Rebellion Torino, Fridays for Future, Fiab Torino Bike Pride, Toroller Collective, Clacsoon.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il 3 ottobre torniamo a marciare insieme

Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

RitardaTav: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035

Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi cronici.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Travagliato (BS) il Comitato contro il data center ottiene una prima vittoria

I progetti per costruire nuovi data center in Lombardia e per gli allacciamenti alla rete Terna aumentano di giorno in giorno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’effetto isola di calore dei data center

Ripubblichiamo i risultati di questo lavoro di ricerca utile per approfondire il tema dei data center e analizzarne uno degli impatti quale le isole di calore, il contributo è stato ripreso da la Bottega del Barbieri.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno

A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.