InfoAut
Immagine di copertina per il post

Per la procura studiare il movimento NoTav è un atto criminoso

Ricordiamo i fatti: quel giorno qualche decina di studenti provenienti dal campeggio di Venaus si è incamminato alla volta della sede della ditta Itinera, coinvolta nei lavori del cantiere Tav, per un volantinaggio. Alcuni ragazzi sono entrati nel cortile della ditta dove hanno distribuito dei volantini ed hanno imbrattato alcuni mezzi pesanti. Dopo pochissimi minuti ne sono usciti e si sono avviati in corteo al centro del paese, dove hanno proseguito il volantinaggio, e successivamente alla stazione ferroviaria dove sono stati identificati dai Carabinieri di Susa.

La vicenda è poi approdata alle sedi giudiziarie: 13 minorenni sono stati imputati davanti al Tribunale per i Minorenni di Torino ed altri 30 (per lo più appena maggiorenni) sono stati imputati davanti al Tribunale Ordinario.

Le incolpazioni sono per tutti di imbrattamento, invasione ed occupazione di terreni, interruzione di servizio pubblico, violenza privata aggravata e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Tra degli imputati maggiorenni vi sono due ricercatrici, rispettivamente dell’Università della Calabria e dell’Università Cà Foscari di Venezia, le quali sono state riprese (con video e fotografie varie) mentre, a margine dei manifestanti, sono intente ad osservare quanto in corso al fine di redigere due elaborati sui movimenti sociali e, specificatamente, sul Movimento No Tav.

Entrambe hanno scelto di definire il procedimento penale con il rito abbreviato che oggi è giunto a sentenza in un aula che, lungi dall’essere vuota come imporrebbe una camera di consiglio, era invece presidiata da 4 carabinieri, 4 agenti di scorta del P.M. e 2 funzionari della Digos che, armati sino ai denti, avevano evidentemente il compito di preservare il Giudice dalle possibili reazioni terroristiche dall’unica imputata presente: una minuta ricercatrice ed insegnante di storia basita da tante attenzioni.

La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio delle due ricercatrici per concorso morale in tutti i reati contestati in ragione della loro presenza, per quanto defilata ed in posizione di osservazione.

Entrambe le imputate hanno prodotto al Giudice gli elaborati e le attestazioni delle rispettive Università che ne documentavano la ricerca in corso e la necessità di svolgerla “sul campo” e dunque in Valsusa, a contatto diretto con il Movimento ed osservandone personalmente le dinamiche e le varie iniziative.

Il P.M., dopo aver ottenuto conferme dalle Università circa la veridicità di quanto già documentato dalla difesa delle imputate, ne ha chiesto comunque la condanna a 6 mesi di reclusione per concorso morale nella commissione dei reati contestati, asserendo che la loro presenza avrebbe comunque “agevolato o rafforzato l’azione degli autori materiali” dei reati, quanto meno sotto il profilo del “dolo eventuale” che, in soldoni, significa che se anche le due ricercatrici non hanno materialmente commesso i reati, partecipando alla manifestazione (sia pure con l’esclusivo fine di documentarsi) hanno però accettato il rischio che la manifestazione potesse degenerare in atti di rilevanza penale, e quindi ne rispondono anche loro.

Il G.I.P., oggi, ne ha assolta una da tutti i reati contestati per non aver commesso il fatto, mentre ha condannato la seconda a 2 mesi di reclusione per i reati di invasione ed occupazione di terreni (il cortile dell’ Itinera) e per la violenza privata ai danni dell’autista di uno dei mezzi della ditta, che ha dovuto aspettare 10 minuti per poter entrare nel cortile a causa del momentaneo assembramento degli studenti davanti all’ingresso.

Va precisato che il materiale video e fotografico prodotto dalla Procura attestava che le due ricercatrici sono sempre state assieme a margine dei manifestanti e non si sono mai separate. Per quale motivo dunque una è stata assolta e l’altra condannata? Lo sapremo fra 30 giorni quando il Giudice depositerà le motivazioni della sentenza, ma per ora l’unica differenza che è dato cogliere tra le due posizioni è che la condannata, a differenza dell’assolta, nel redigere la tesi e descrivendo lo svolgimento e le tappe della manifestazione, ha utilizzato il plurale (il “noi”) che il P.M. ha spiegato doversi intendere come un “noi partecipativo”, chiaro indice dell’apporto morale, se non direttamente materiale, fornito dall’imputata alla commissione dei reati contestati, dimenticando forse che in certi contesti – certamente un po’ desueti, ricercati e formalistici quale è quello di una tesi di laurea – si è soliti usare il “noi narrativo” come mero registro espositivo.

Quello che è certo è che, ancora una volta, sono stati calpestati diritti di rilevanza costituzionale quali sono il diritto allo studio ed alla ricerca scientifica e che ogni volta che qualcuno cerca di fornire una narrazione che si discosti dai canoni e dagli stereotipi dettati da una concertata politica repressiva e denigratoria del Movimento No Tav, giornalista, scrittore, studente o ricercatore che sia, si ritrova a doverne rispondere davanti ad un Tribunale.

Un paese democratico e civile saprebbe reagire di conseguenza.

 

da notav.info

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026

Riprendiamo il comunicato pubblicato dal Network Antagonista Torinese, solidarietà a tutti e tutte le compagne e i compagni inquisiti!

Immagine di copertina per il post
Contributi

La fine del genocidio è la fine del sionismo

Riportiamo l’intervento introduttivo del convegno svoltosi mercoledì 7 ottobre presso l’Università di Torino, organizzato dal coordinamento Torino per Gaza, dal titolo “La fine del genocidio è la fine del sionismo”. In questa introduzione vengono toccati molti nodi politici fondamentali che aiutano a capire quanto sia mistificato il dibattito attorno alla resistenza palestinese da parte di gran parte dei media main stream.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: la popolazione e gli agricoltori si mobilitano contro il carovita e il caro carburante

Da una settimana in Calabria si susseguono blocchi autostradali, pichetti e mobilitazioni: gli agricoltori chiedono certezze da parte del governo per affrontare il caro gasolio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Spagna: morte di Maricarmen, verso lo sciopero generale dell’11 novembre

In Spagna continua la mobilitazione per il diritto all’abitare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Corporazioni criminali e lotte per la vita

Riceviamo e pubblichiamo da Nodo Solidale

In attesa di un nuovo capitolo del Viaje por la Vida che vedrà, nel dicembre 2026, una delegazione di 1111 zapatist* muoversi verso Città del Messico per incontrare chi quotidianamente lotta per cercare i propri cari desaparecidos, pubblichiamo la traduzione dell’ intervento di Raúl Romero Gallardo durante il “Semillero Guerra contra la Humanidad”, incontro politico la Guerra contro l’Umanità (popolazioni e natura sotto assedio), convocato dalla Commissione Sexta dell’Ezln. CIDECI, San Cristóbal de las Casas, Chiapas. 23 de luglio 2026.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Documentario: Un data center a Pozzaglio, Cremona

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un documentario realizzato dal progetto Sottotensione di Cremona in merito al procedimento relativo al data center che dovrebbe sorgere sul territorio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: la Questura vieta il presidio permanente in difesa del Bosco Ospizio, attiviste e attivisti in consiglio comunale

La Questura di Reggio Emilia ha deciso di negare – da oggi, martedì 6 ottobre 2026 – lo spazio per il presidio permanente in corso ormai da agosto a Campo di Marte 2 in difesa dell’adiacente Bosco Ospizio, devastato dalle ruspe tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa, dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente, per fare spazio a unsupermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Diecimila in marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana

Ci sono giornate in cui una valle intera decide di mostrarsi per quello che è.
Ieri è successo tra Sant’Ambrogio e Avigliana. Un numero enorme di persone ha percorso insieme la Valsusa, in una marcia popolare che ha attraversato i due paesi portando in strada una cosa che forse è ancora più importante del numero dei partecipanti: la capacità di una Valle di riconoscersi, ancora una volta, nella difesa del proprio territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Data center: incontro pubblico a Pavia

Sabato 26 settembre a Milano è nata ufficialmente la rete regionale dei comitati stop data center, che scenderà in piazza con una manifestazione a Milano il prossimo 10 ottobre. Sul tema si terrà un incontro pubblico di approfondimento a Pavia, martedì 6 ottobre alle ore 21, presso la sala conferenze del Broletto.​ ​

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La banalizzazione della montagna

Un articolo di Luca Rota – attento conoscitore delle nostre montagne e del loro ambiente naturale – offre lo spunto per ragionare su una problematica di attualità: il turismo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: c’era una volta Bosco Ospizio, ora è il tempo delle ruspe della Conad

Ruspe e polizia nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia, dove un progetto edilizio minaccia un’area verde ricca di biodiversità. Il quartiere resiste e il presidio incontra la lotta No Tav: esperienze diverse che si riconoscono nella difesa dei territori.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

I Si Tav scendono in piazza: una vittoria No Tav

Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav. La dimostrazione che, nonostante anni di cantieri, proteste e contestazioni, attorno alla Torino-Lione esistesse un consenso ampio e capace di mobilitarsi. Eppure ieri a Torino, si sono presentate forse 200 persone, pure secondo la Digos. Boni, probabilmente rimandato più volte in matematica nella sua carriera scolastica, ne conta 700: ma anche se fosse, il risultato non cambia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Ritorno al nucleare in Italia

Mercoledì 23 settembre il Senato ha approvato il disegno di legge sul nucleare presentato dal Consiglio dei ministri all’inizio del 2025, dopo il via libera della Camera a inizio giugno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Milano: sabato 26 settembre convegno regionale sui data center “dai comitati alla rete”

I comitati che si oppongono alla diffusione dei data center sul territorio lombardo si incontrano oggi a Milano per una giornata di confronto dedicata agli effetti ambientali, alle modalità di insediamento e alle prospettive di sviluppo del settore. Il convegno regionale sui data center è in programma all’Arci Milano di via Bellezza 16 ed è promosso dalla Rete Comitati Stop Data Center – Cittadini. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’invasione barbarica dei data center a Torino e provincia

Quando il calcolo diventa bersaglio militare. L’impatto economico, ecologico e militare delle cattedrali digitali sul territorio piemontese. L’impatto dei mega data center sul sistema territoriale torinese: speculazione infrastrutturale, reti di produzione energetica rinnovabile, sistemi di accumulo energetico BESS e profili di rischio dual-use